sabato 17 ottobre 2026

Il mare in giardino

Musica

È venerdì sera.
Sono uscita presto dal lavoro e sono a letto, che scrivo, stanchissima.

Questo è un post che aspetta, nella mia testa e tra le mie dita, da mesi. 

L'anno scorso, a fine agosto, scrivevo di un'estate a riempire scatole, a buttare, archiviare, regalare oggetti, a fare pace con i sensi di colpa, la malinconia, la rabbia, l'eccitazione e la fatica. Tutto in vista dei lavori che, in autunno, sarebbero cominciati nella casa dove ormai trascorriamo sei mesi l'anno.

La casa dei miei.
La casa dove sono cresciuta.

Bene, ho sottostimato tutto.
Costi, difficoltà, ma, sopra ogni cosa, tempistiche.
I lavori non sono affatto iniziati in autunno, ma a gennaio, con il risultato che fino a fine aprile non c'è stato verso di trasferirci e, quando finalmente l'abbiamo fatto, ci hanno atteso settimane di pulizie per eliminare tonnellate di polvere da ogni anfratto, per rendere il giardino nuovamente un posto abitabile, per disfare decine di scatoloni, completare lavori non fatti o non terminati. 
Per capirci, il box doccia lo abbiamo ricevuto a luglio.

Ma tutto, ormai, era cambiato.
Era nostro.
Come lo avevamo immaginato, disegnato, prendendo ispirazione da giornali, video, luoghi visitati, case viste in viaggio e, in particolare, lasciandoci influenzare da quello che ci circonda: il mare e la campagna.

Ed è così che è nata la parete verde malachite del salotto, finalmente pieno di piante. Così abbiamo avuto l'idea di dipingere il soffitto della camera da letto di rosa, con una punta calda come le tegole della casa di fronte. Così la stanza degli ospiti è diventata quasi completamente blu ciano, una specie di tana
negli abissi.


E poi c'è il bagno botanico, lo studiolo con la grande lampada gialla che un tempo era in sala, dove ora, di giallo, c'è il primo divano entrato in questa casa da almeno 30 anni (sì, sono cresciuta senza, perché ai miei stare comodi faceva schifo), la stanzina diventata laboratorio creativo tra cianotipie, cucito e acquerello.

La cucina, invece, non l'abbiamo toccata: chi la conosce lo sa, è una piccola chicca fortemente voluta da mio papà, con lampadari sali-scendi, vecchie credenze, lavandino in marmo... insomma, un po' antiquata ma troppo caratteristica (e per noi anche bella) per essere sostituita.


Cosa ha fatto davvero la differenza? Due cose:

Gli infissi - che abbiamo cambiato, scegliendo per le finestre sul mare la soluzione monovetro. Da chiuse sembrano quadri.
Le porte -  che abbiamo fatto ridipingere di un grigio polveroso e luminoso, un po' in stile vecchio palazzo nobile, ma anche tanto casa bretone (io, di acquistare le porte nuove, di quelle che fanno ora tutte bianche e tutte uguali, modello hospice, non me la sono sentita. Ho speso meno, ho tenuto delle belle porte in massello e sono felicissima del risultato estetico).

  

La cosa più difficile? Alleggerire.

Tutto, la casa e la testa.

Le scelte, le decisioni, i ritardi.

Ho fatto davvero fatica, un po' perché molti dei mobili erano posizionati in un certo modo per un motivo: non potevano entrare/stare da nessun altra parte, per forma e dimensioni. Vi basti sapere che l'arco in legno, che abbiamo deciso di dipingere dello stesso colore delle porte, una volta dato il bianco ai muri e il colore nuovo all'arco, non entrava più nel corridoio. Questione di cinque millimetri, ma la precisione di mio padre, che quell'arco lo aveva costruito, non conosceva confini.

Fare pace con la necessità di tempo, per ricevere il materasso nuovo, per attendere il box doccia arrivato prima incompleto, poi rotto, poi l'idraulico non poteva, per scegliere il divano di misura, per montare le cose la sera, nel weekend, in tutti i momenti liberi possibili. 
Io, che quando sono andata a vivere da sola, la mia mini casa l'ho arredata in una notte, ho dovuto fare un gran lavoro di ricomposizione delle priorità e mi sono sgridata un bel po' di volte prima di capire.

E così, anche i sensi di colpa per aver modificato un posto che non avevo scelto io, hanno lasciato spazio alla soddisfazione di essere riuscita a farlo senza buttare via alcun mobile (un paio li abbiamo regalati e uno, in effetti, è finito all'isola ecologica, ma si era disintegrato negli spostamenti), senza sconvolgere la vera essenza di quel posto e, nello stesso tempo, senza dover adattare la nostra.

Per questa avventura (che, diciamolo, mica è ancora conclusa, un paio di cose vanno ancora sistemate) devo ringraziare un sacco di persone: tutti i professionisti, gli operai, le artigiane, le venditrici (pure chi mi ha fatto impazzire tra ritardi e casini vari), i colleghi e gli amici che mi hanno sopportata nelle (tante!) giornate di sclero, quel santo di mio marito che credo sia rimasto solo perché gli ho fatto la stanza per le ciano e poi una persona che improvvisamente se n'è andata, a cui avrei voluto mostrare i risultati di questa impresa (Dio solo sa quanta ispirazione ho preso dai sui post sull'arredamento) e a cui il mio ricordo va sempre, ogni volta che mi sento persa e ripenso a un messaggio che mi scrisse ormai otto anni fa, mentre mi sembrava di annegare e che terminava così: Fluctuat nec mergitur. Grazie.


lunedì 31 agosto 2026

Vacanze italiane: un viaggio giallo

Musica

Siamo partiti come poche idee chiare, fino all'ultimo pensavamo di aggiungere, a questo viaggio italiano, anche qualche giorno all'estero, ma il caldo previsto ovunque provassimo a cercare ci ha fatto desistere.

E così, per il secondo anno di seguito, non abbiamo varcato i confini.

Uno dei pochi punti fermi di questa molle estate rovente era il matrimonio di Clara e Alessandro, il 29 agosto, a Gubbio.

Abbiamo quindi deciso di raggiungere la meta prendendola (molto) larga e partendo da Ravenna, dove Andrea era stato da piccolo e che io, invece, non avevo mai visitato.
Credo sia impossibile non amarla, la città è piccola e si gira tranquillamente in un paio di giorni, noi ci siamo arrivati nel pomeriggio e siamo ripartiti l'indomani, dopo pranzo.
Sono sufficienti un poco di organizzazione e voglia di vagare senza un obiettivo preciso per riuscire a vedere quasi tutto con tranquillità e sorpresa.
Avevamo prenotato le visite ai mosaici qualche giorno prima di partire, scegliendo il percorso da quattro tappe: il Mausoleo di Galla Placidia, la Basilica di San Vitale, Sant'Apolinnare Nuovo e il Battistero Neoniano.
In realtà, abbiamo incastrato senza fatica anche il Battistero degli Ariani, la tomba di Dante Alighieri e, sulla via del ritorno, Sant'Apollinare in Classe.

Potete prenotare il vostro itinerario direttamente dal sito di Ravenna Mosaici, il percorso che abbiamo scelto noi costa 12,50 euro, mentre per visitare il Battistero degli Ariani si paga un biglietto di 3 euro direttamente sul posto.

Cosa posso dire di Ravenna?
Che mi è caduta la mascella in ogni posto in cui sono entrata.

Il cielo di Galla Placidia, i motivi decorativi sempre diversi e coloratissimi che vorrei saper ricamare su ogni vestito che possiedo, la calma attorno alla Basilica di San Vitale, la luce perfetta di fine agosto, mi hanno fatta camminare per ore, al caldo, senza che quasi me ne accorgessi.
Il cibo, poi, ha fatto il resto: cena da Cucina del Condominio (anche in questo caso, come sempre, prenotata qualche giorno prima) e pranzo da Profumo di Piadina, gentilissimi e con un menù talmente vario che ci siamo ritrovati a mangiare tre piade in due.






La seconda tappa del nostro piccolo viaggio era un luogo che sognavo da tempo: Borgo Loretello.
Scoperto su Instagram seguendo alcune eccellenze marchigiane come Gaia Segattini e, appunto, La Marchigiana, ho continuato per anni a scoprirne la bellezza e a sperare di avere, un giorno, l'occasione di andarci.
Beh, l'occasione si è presentata a fine inverno, quando cercavamo una meta vicina a Gubbio per spezzare il viaggio verso il matrimonio. Abbiamo prenotato i primi di febbraio, scegliendo, tra le opzioni disponibili, "La casa nel vicolo", un piccolo appartamento con cucina, distribuito su due piani, molto ben arredato e comodissimo: un minuto a piedi dalla piscina, qualche passo (probabilmente meno di dieci) dal Bar Giallo e un altro minuto dall'Osteria la Grotta e questa è la triangolazione che ha caratterizzato i nostri tre giorni di permanenza nel paese.

1 giorno, l'arrivo:
Tuffo in piscina (è a uso esclusivo degli ospiti e apre dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19) e aperitivo al Bar Giallo, dove potete bere (benissimo!) e stuzzicare qualcosa (noi, per esempio, abbiamo provato quasi tutto: hummus, vitello tonnato, focacce alla pala e crostata alle pesche).




2 giorno: 
Colazione vista colline, direttamente in piazzetta, dove abbiamo portato il cesto che ci è stato consegnato. Troverete succhi, marmellate, fette biscottate, torte fresche, biscotti, yogurt, granola e moltissima frutta. Da lì ci siamo mossi per visitare qualche paesino nei dintorni e, senza troppa programmazione, siamo stati a Corinaldo e a Piticchio, due delizie semi deserte e piene di gatti. Ci siamo poi fermati al volo a San Lorenzo in Campo per fare un po' di spesa e abbiamo pranzato in appartamento, con frico, erbette saltate e olive ascolane, ci siamo rilassati un po' e abbiamo concluso il pomeriggio in piscina. La sera cena all'Osteria la Grotta, dove abbiamo mangiato e bevuto benissimo, in un'atmosfera da fiaba, con un po' di arietta fresca, le lucine accese tra gli ulivi e un gatto talmente uguale a Bibbi da lasciarci a bocca aperta.





3 giorno: 
Ci siamo svegliati presto per acquarellare (io) e cianotipare (lui), cercando di evitare il sole più caldo e goderci il silenzio del mattino. Verso le 9.30 siamo partiti alla volta delle Grotte di Frasassi, prenotate la sera prima. L'organizzazione inevitabilmente militaresca di questo posto ha fatto si che riuscissimo agevolmente a parcheggiare, fare una seconda colazione, visitare il piccolo Museo Speleo Paleontologico e Archeologico e iniziare il tour puntualissimi.
Bene, se i mosaici di Ravenna mi hanno sconvolta con la loro bellezza, le grotte non sono state da meno, vi basti pensare che, finito il tunnel di ingresso e arrivati nell'Abisso Ancona, mi sono messa a piangere.
Ascoltare la storia della loro scoperta nei primi anni '70, che dobbiamo a un gruppo di giovanissimi speleologi (il più giovane aveva 16 anni!), mi ha incantata, così come ritrovarmi davanti a immense stalagmiti di panna montata, stalattiti che sembrano a volte lenzuoli stesi ad asciugare a volte aghi per fare la maglia, laghetti, pozzi profondissimi e decine di nasi all'insù.
La visita guidata dura 90 minuti, noi abbiamo scelto (ovviamente) il percorso turistico, ma ci sono anche quelli speleo avventura che durano di più e sono riservati a persone esperte o avventurose, ovvero tutto ciò che io e mio marito non siamo.
Sulla via del ritorno siamo passati da una Genga rovente (il salto dai 14 gradi in grotta ai 39 fuori ci ha un attimino spezzato le gambe) e, arrivati a Loretello, ci siamo rifugiati in piscina per tutto il pomeriggio. La sera aperitivo di saluto al Bar Giallo e cena in appartamento.




4 giorno, la partenza: 
Il nostro tempo nelle Marche è terminato, abbiamo fatto colazione in piazza, siamo scesi a Sassoferrato per visitare il paese e fare incetta di prodotti tipici da Sapori e Colori e siamo partiti per raggiungere Gubbio, dove alle 17 avevamo appuntamento con l'amore e, poco più tardi, con il banchetto nuziale più grande e ricco che io abbia mai visto!

Questi pochi giorni di vacanza sono stati un vero e proprio manifesto: alla lentezza, alla capacità di stupirsi sempre, alla luce e al suo opposto, alla terra che sa ospitare con delicatezza, al silenzio, alla solitudine, al presente, all'assenza, alla riflessione, alla lettura, al raccoglimento e al giallo, del bar, dei girasoli nei campi ormai con il capo chino, del sole stremato, delle campagne infinite e di un matrimonio di fine estate.

Consigli utili random:

- prenotate sia Ravenna sia Frasassi senza affanno, noi eravamo sempre un poco in ritardo sulla tabella di marcia per le visite dei mosaici ma nessuno ha fatto storie agli accessi, idem per le grotte: i tour sono frequenti e ben organizzati, a meno che non abbiate i tempi stretti potete prenotare anche pochi giorni prima (i biglietti si possono acquistare anche in loco, ma sconsiglio causa coda). Da considerare: fine agosto forse è un periodo più calmo.

- il soggiorno a Borgo Loretello, invece, va prenotato in anticipo, i pochi appartamenti disponibili si riempiono, anche perché è una meta molto gettonata anche da ospiti stranieri. In paese è assolutamente consigliabile prenotare anche aperitivi al Bar Giallo (specificate tavolo sulle mura, se volete godervi il panorama incredibile) e cene alla Grotta.

- impossibile vivere questa esperienza senza un mezzo di trasporto, ogni località dista almeno 15 minuti di auto l'una dall'altra. Se volete sfruttare la cucina nell'appartamento occorre organizzare una piccola spesa prima, perché in paese non ci sono negozi.

- se soffrite di vertigini (marito) o di claustrofobia (io), nelle Grotte di Frasassi non dovreste avere problemi. Io ho iperventilato un poco solo alla fine del percorso (dopo il Sasso dell'Orsa) e Andrea ha evitato di affacciarsi per guardare i pozzi.

- questione caldo: noi siamo partiti (io soprattutto, che quest'anno ho patito come non mai) terrorizzati. Volevamo addirittura portarci un ventilatore da casa, perché, negli alloggi, non è presente l'aria condizionata. In realtà ci avevano assicurato che avrebbero provveduto loro con dei ventilatori e così è stato, in più i muri spessi e le persiane chiuse di giorno hanno fatto il resto e siamo stati sempre bene.

- a Borgo Loretello non c'è wifi (vivaddio), ma, almeno nel nostro caso, fastweb non aveva copertura e quindi siamo rimasti pressoché isolati per tre giorni. Per noi nessun problema (avevamo individuato un paio di spot per le telefonate di rito a Maurone), ma forse buono a sapersi.


Bonus gattini del paese: