martedì 16 luglio 2013

Lungo il filo della notte sulle pietre del giorno

Scrivo a letto come faccio spesso, ma è tutto diverso dagli ultimi post. Non so a quando risalga l'ultimo pezzo sul fai da te, o sulla cucina, so invece che per settimane ho vomitato qui centinaia di dolori tutti diversi e tutti uguali. In questo momento, nel qui e ora (come direbbe la mia cara e mai dimenticata insegnante di Yoga) sto bene.
Sono a letto perché ho appena pranzato, dopo una mattina ricca di soddisfazioni lavorative insperate, tra un po' arriverà mamma e andremo insieme a comprare piante e fiori per le mie finestre, perché in questi ultimi giorni è morto tutto intorno a me.
Tutto è morto e tutto piano piano rinasce, a cominciare dalla sottoscritta.
Punti chiave:
Totale incapacità di digerire qualunque cosa mangiassi (nausea, mal di stomaco, pancia gonfia, sete assurda)
Fatica spaventosa anche a fare quattro gradini
Crisi di pianto incontrollabili, improvvise e lunghissime
Terrore vero davanti a cose minuscole
Impossibilità a vedere oltre a tutto questo
Nell'ultimo post salivo in collina, sto ancora camminando, ma lo zaino è più leggero. Ho tolto un sacco di zavorre, ma non le ho abbandonate, le ho solo appoggiate un attimo e tornerò a riprenderle quando sarò più forte.
Ho bisogno degli affetti, degli amici, del lavoro, del mondo intero, ma non adesso...adesso ho bisogno di me.
E mi sto trovando.
La maxi dose omeopatica di "risollevatore umorale" sembra dare i suoi frutti, sono scettica ma sono anche allegra e quindi, qualunque cosa sia, va bene così.
I test sulle intolleranze alimentari hanno sentenziato: lieviti, farine raffinate, zuccheri, latticini, albume, cavoli, pomodori, tonno, ciccolato. Un disastro. Del resto, chi mi ha visto mangiare e provare a vivere il post pasto, non si stupirà. Ho eliminato lieviti e latticini completamente, un sacrificio grande per chi ama formaggi e pasta e non mangia quasi mai carne, ma i benefici per ora si notano eccome. Il mal di stomaco di ieri, forte da farmi sbattere la testa contro il muro, oggi è passato e improvvisamente mi viene da chiedermi: "sarà mica che il 15 luglio è morto papà?".
Ogni anno la stessa storia, rimuovo e somatizzo.
Ma ora mi sento diversa, mi sento delicata. Delicata. Mi pare di volgermi con dolcezza verso me stessa, per la prima volta sto smettendo di rimproverarmi di continuo, per la prima volta sto provando a capire come ho fatto ad arrivare qui, senza giudicare il mio percorso, evidentemente corretto nonostante le apparenze.
Ci sono tante persone che dovrei ringraziare, anche chi con la sua totale insensibilità mi ha fatto pensare "Ma stiamo scherzando? Ma circondata da menti così poco connesse con te, vuoi smetterla di darti addosso e provi a cercare una strada tutta tua?".
Ci ho provato e ci sto riuscendo, come quando togli le rotelle alla bici. Ricordo da piccola, imparai ad andare da sola grazie a mio zio, nella casa dei nonni di mia cugina, per certi aspetti più nonni dei miei. Con le rotelline ben salde sfrecciavo per le strade d'asfalto e ogni tanto grattavo a terra con le ginocchia, denti stretti e si ripartiva. Dopo qualche tempo mio zio svitò una rotella: sapevo ormai andare con un solo aiuto! Continuai così per un po', finché un giorno incontrai un grosso sasso, mi sbilanciai, ma rimasi in piedi e continuai a pedalare. Solo quando arrivai sul cortile e vidi il sorriso grande dello zio mi guardai alle spalle e mi accorsi che l'unica rotella rimasta si era sollevata da terra a causa dell'urto con la pietra, lasciandomi nuda nelle mani del vento e dei miei piedini veloci. Avevo imparato ad andare in bici, si aprivano le porte della BMX rossa e blu e potevo cominciare a correre dietro il palazzo, con i vicini di casa più grandi!
Oggi mi sento così, come se potessi ormai scegliere da che parte andare, perché ormai tutto è alla mia portata.
Non so quanto durerà, il mio lato pessimista sempre in agguato mi impone di tenere una rotella nello zaino, temo sempre che tutto possa peggiorare di nuovo e improvvisamente, lasciandomi ferita e delusa innanzi tutto da me stessa.
In ogni caso, comunque, ci avrò provato e avrò creduto in Elena, così com'è.


2 commenti:

  1. cara Elena, devi ascoltare questa canzone di Imany, ecco il link
    http://www.youtube.com/watch?v=WJRniifmlDg
    un abbraccio, Barbara

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  2. Grazie Barbara! Bellissima!

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