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domenica 2 agosto 2026

Leggermente 2.0: Summer Edition

 



C'è un motivo per cui, proprio oggi, esce questo post: sono in ferie.

Non è che ho smesso di leggere, semplicemente, ho smesso di avere tempo per raccontarlo.

L'estate scorsa ho letto qualche romanzo e un saggio, sempre meno di quanto avrei voluto, ma meglio di niente.

Qualcosa è già stato condiviso qui, con post totalmente dedicati, oggi, invece, mi piacerebbe scrivere di quattro libri diversi, che mi sono piaciuti, ognuno con le sue caratteristiche, spesso opposte.

Non so se questo "format", ammesso che si possa chiamare così, abbia senso, se interessi a qualcun *, se sia noioso e/o troppo diverso da quello che normalmente abita Ilmareingiardino, ma, da fruitrice, a mia volta, di blog, post e articoli che parlano di libri, ho pensato di continuare. Fatemi sapere voi, se ho rotto le scatole!

Mentre scrivo queste righe, nello zaino accanto a me riposa l'ennesima coincidenza che mi lega a Cindy (che, vi ricordo, è responsabile da tempo immemore della mia condivisione letteraria) di cui, per come sta andando la lettura, non vedo l'ora di raccontarvi.

Oggi, però, sono tre i romanzi che provo a presentarvi dal mio punto di vista, due che parlano di amore in una maniera diametralmente opposta e uno che racconta un viaggio, ma, diciamolo subito, secondo me parla di amore più degli altri due, senza dichiararlo mai.


Eccoli:

Mio Marito di Maud Ventura

Mai stati così felici di Claire Lombardo

L'imprevedibile viaggio di Harold Fry di Rachel Joyce


Mio marito

È una fregatura, divertente, drammatica, breve.
Se ne parlava sui social parecchio, mi pare un paio di anni fa, si legge molto velocemente ed è un bene perchè tutta la sua fama sta nel finale. Che è giusto, per carità, ma a me ciò che è rimasto maggiormente impresso sono i capitoli prima. La storia di una famiglia in cui la moglie è letteralmente ossessionata dal marito e, questa sua ossessione, inevitabilmente, condiziona la sua vita e quella della coppia. Vi consiglio di leggerlo soprattutto se pensate che la vostra relazione sia equilibrata e che certe dinamiche non vi riguardino. Poi mi dite.

Mai stati così telici

Di nuovo famiglia, di nuovo amore, ma in 700 pagine.
U
n libro che potrebbe, serenamente, diventare un film, o, ancora meglio, una serie tv.
Un "This is us" sottoforma di romanzo, che si svolge sempre nella stessa ambientazione, con gli stessi personaggi e con pochi, dimenticabili, colpi di scena, fino alla fine.
Il protagonista qui è l'amore, in particolare quello tra moglie e marito, profondo, raro, più forte di qualunque altra forma di amore familiare. Sembra che non mi sia piaciuto, ma non è così, mi aspettavo di piangere molto (mai dare per scontato che le recensioni di altr* valgano anche per noi), non è successo, ma è scritto bene, scorre facile e per chi, come me, non ha idea di cosa significhi avere due genitori follemente innamorati l'uno dell'altra, pronti a superare ogni difficoltà a colpi di amore e a preservare questo sentimento difendendolo da ogni attacco esterno (compresi i bisogni dei figli), è un'esperienza assimilabile alla visione di un documentario di Sir Attemborough sull'uccello lira.

L'imprevedibile viaggio di Harold Fry

È l'ultimo che ho letto, orfana de "Lo scarabeo dorato della signorina Benson".
Un bel romanzo, leggero e pieno di spunti di riflessione preziosi, pieno di vita, morte e amore, in tutte le sue forme. Come nel caso del primo libro che ho letto della stessa autrice la sensazione è che Joyce scriva spesso di categorie lasciate ai margini: donne, persone con malattie mentali e/o fisiche, poveri, vecchi.
Posso dire? Ci riesce bene.
Perchè, pure io che non ho particolare empatia verso gli anziani, ad Harold e alla sua missione mi sono affezionata. Anche qui il plot twist non manca, con conseguente lacrima (nulla di paragonabile alla storia di Margery e Enid) e l'autrice è proprio brava a mantenere vivo l'interesse per una storia che rimane quasi uguale a se stessa per la maggior parte del tempo.

La porta

È passato talmente tanto da quando ho scritto questo post che, nel frattempo, ho letto altro.
Avete presente quando, poco più su, avevo scritto di avere un libro nella borsa che rappresentava una delle mille coincidenze che mi legano a Cinzia?
Ecco, quel libro era La porta, di Magda Szabò, visto proprio sul profilo instagram A casa di Cindy e immediatamente riconosciuto tra i preferiti di mamma. Mi è bastato andarlo a cercare nella libreria appena sistemata ed eccolo lì tra "quelli da leggere".
Beh, è proprio ciò che ho fatto subito.
L'ho divorato, adorato e mi sono innamorata della sua protagonista, la splendida Emerenc che ho già riconosciuto in una signora dell'est, con il fazzoletto in testa, che incontro spesso nei vicoli la mattina presto e nel ricordo dolceamaro di mia nonna materna, anche lei con i capelli spesso coperti.
Fatevi un regalo, leggetelo, fatevi venire voglia di visitare i luoghi che racconta, di conoscere qualcuno di così solido e puro come Emerenc, di addestrare un cane, di progettare la vostra tomba, di portare ai vicini un piatto dell'amicizia ogni tanto, di prendervi cura gli uni degli altri, di chiedere a dare aiuto.

Bene, il post è finito, ne avrei pure un altro in canna e ci sono libri di cui non ho scritto che forse varrebbe la pena condividere, ma sarà per la prossima volta!