Visualizzazione post con etichetta Melissa Erboristeria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Melissa Erboristeria. Mostra tutti i post

venerdì 2 marzo 2018

Salita su un treno per sbaglio, in una mattina d'inverno

Nevica da due giorni, qui a Genova.
Per la verità nevica un po' dappertutto in Italia, anzi, a Genova c'è stata una nevicata ridicola se la compariamo a quella di Bologna o a quella, incredibile, di Roma.
Il freddo però pare fosse tanto e le scuole sono rimaste chiuse. Scrivo "pare" perché non ho mai messo il naso fuori casa nelle ultime quarantotto ore, date le mille cose da fare al pc e la poca pochissima voglia di ammalarmi (di nuovo).
A proposito di cose da fare al pc, proprio un attimo fa stavo seguendo la mia ottava ora di video lezioni per provare a sostenere il secondo esame dei 24cfu. Se non sapete cosa siano i 24cfu, credetemi, siete fortunati e non vi consiglio minimamente di andare a scoprirlo. La settimana scorsa ho dato il primo esame, i risultati ancora non ci sono, ma le speranze che io l'abbia passato sono prossime allo zero.
Fa niente, visto il periodo in cui sono immersa fino al collo da un paio di mesi non posso rimproverarmi più di tanto.

Sono in quella fase in cui quando dico "domani ho un esame" il mio interlocutore è costretto a domandarmi se sia un esame medico o universitario. E ho detto tutto.

Comunque, smorziamo i tristi toni, condividiamo per un attimo le cose belle:
- Il mio ordine da Melissa Erboristeria
- Il mio acquisto in super saldo: un paio di Veja molto simili a queste
(chi volesse sapere qualcosa di più su questo marchio sostenibile qui c'è la pagina Facebook, il sito è in manutenzione)

Per quanto riguarda l'ordine da Melissa è il terzo che faccio e non c'è stata volta in cui non sia rimasta soddisfatta. Potessi comprare lì abitualmente e di persona lo farei, ma purtroppo non vado a Torino così spesso! Per fortuna uso pochi prodotti, quelli urgenti e per il viso li trovo vicino a casa e con meno di un ordine l'anno me la cavo.

Sembra strano ma le cose da dire le ho scritte tutte, il libro che sto leggendo (bello, per ora) procede a rilento visto il poco tempo a disposizione, viaggi in vista non ce ne sono (almeno nei prossimi due mesetti, poi medito una fuga che se mi riesce... evviva!), corsi belli invece ne ho uno, che seguirò però tra due domeniche e ve ne parlerò più avanti.
Vorrei poter scrivere che mi attendono serate fuori, giornate a spasso per posti nuovi, cene da sogno in ristoranti meravigliosi, pomeriggi di lettura e relax sotto il piumone. Bene, tutto questo non è in previsione, quello che mi attende sono risultati di esami (medici e universitari, visto che ormai è impossibile distinguere), giornate di studio e lavoro, weekend di lezioni e laboratori.

C'è una cosa, però, che è successa qualche tempo fa e che mi sembra spieghi bene come mi sento, oltre a dimostrare la totale assenza di equilibrio nella mia mente.
Una mattina, di ritorno da casa di mamma, ho preso un treno. Appena salita mi sono seduta e ho visto che sul mio zaino si era posata una cimice rossa e nera, di quelle che sembrano carabinieri in divisa.
Probabilmente era salita mentre stavo aspettando sul binario e ora si trovava lì con me, in uno scompartimento semi vuoto di un Savona-Genova qualunque. Quando il treno è partito ho cominciato a seguire gli spostamenti dell'insetto con una certa ossessione: all'inizio sembrava spaesato, girava su se stesso e non si decideva a muoversi verso una direzione precisa. Poi, piano piano, ha cominciato a camminare lungo gli spallacci dello zaino, si è spostato sul sedile di fronte al mio e si è arrampicato sul finestrino. Lì si è fermato, sembrava guardare fuori. Arrivati in galleria è ripartito, ha seguito il bordo di alluminio e ha proseguito dove non ho più potuto vederlo. Immagino abbia cercato una via di uscita e, sinceramente, spero tanto che l'abbia trovata. A distanza di settimane penso spesso a quella cimice, al senso di spaesamento che avrà provato una volta "scesa" in un posto sconosciuto, mi chiedo se abbia trovato la libertà presto, quando ancora c'era speranza di campagna, o tardi, in una stazione sotterranea e piena di rumori. Ovviamente sono conscia che tutti questi sentimenti non appartengano agli eterotteri, ma a me, però scriverne la storia è un buon modo per metterli nero su bianco e spiegare meglio come mi sento.
Salita su un treno per sbaglio, in una mattina d'inverno.

P.S. Nella foto la mia fedele compagna in questi giorni di gelicidio: la tazza di Flamingo Bergamo con dentro la Tisana della Nonna di Melissa Erboristeria


sabato 28 gennaio 2017

Ventiquattro ore per essere felici


Sabato mattina, sto lavorando. Fosse domenica starei lavorando comunque.

Non mi lamento, non me ne vanto, c'è qualcosa che non va perché non posso (e non voglio) lavorare sette giorni su sette, a ogni ora, su mille binari distinti. Non posso (e non voglio) perché so benissimo che così le cose non funzionano bene, che prima o poi "ci scappa il morto". Potrei essere io a non reggere, potrebbe (ed è infinitamente più probabile) che a uscirne male sia il lavoro stesso.
Ho una testa sola, anche piuttosto stanca e confusa, devo imparare a filtrare, a stabilire e rispettare orari e tempi di recupero, a dedicare energie e attenzione a una cosa alla volta.
Non sembra facile perché non lo è, ma è necessario e vale la pena (e le pene) provarci.
Detto questo, oggi scrivo di una di quelle volte in cui oltre che provarci ci sono pure riuscita.
Sabato scorso, a quest'ora, stavo davanti a una mummia secca, con le ginocchia strette contro il petto, rannicchiata dentro a un sarcofago polveroso.

Sono impazzita? No, ero al Museo Egizio.


Non ci andavo da venticinque anni e quando siamo usciti abbiamo subito incontrato un manifesto promozionale del nuovo allestimento museale che interpretava perfettamente il nostro pensiero dicendo una cosa tipo "se l'ultima volta ti ci ha portato la maestra è ora di tornare a visitare il Museo Egizio di Torino". Esattamente.
Noi abbiamo avuto la fortuna di beccare una guida bravissima, molto chiara e pure simpatica, con un bell'accento del sud, così diverso rispetto al piemontese stretto che avevamo sentito fino a un attimo prima di entrare... Siamo rimasti due ore abbondanti tra vasi, parrucche, sfingi e poggia testa, poi siamo usciti nel gelo, abbiamo mangiato in un posto orribile dove ho atteso più di mezz'ora per un piatto di verdure grigliate e robiola e dove alla fine ho mangiato verdure semi crude, Philadelphia e un insetto. Ma va bene così, dopo la cena buonissima della sera prima e la colazione splendida della mattina, al pranzo si può anche rinunciare.

Il motivo per cui ci siamo spinti fino al Po era questo. Volevamo fare una foto da un punto panoramico dove si vedessero bene la Mole e le Alpi e dove, poco dopo il mio scatto, si è vista pure una mongolfiera bianca prendere il volo lenta e gigantesca.
Quando si dice Mole si dice anche Melissa Erboristeria, ovviamente ci sono andata, ovviamente avevo con me una lista, ovviamente ho comprato tutto quello che c'era scritto sopra, meno ovviamente non ho comprato qualcosa in più.
Però poi fuori c'era Muji e non si può avere tutto dalla vita. Le penne servono sempre, le pinzette sono utilissime, gli elastici a molla non li avevo mai provati, il fermaglio a becco è un must have, la candela al sandalo "che la vuoi lasciare lì?", le mollette da bucato mi sono cadute tutte nel cavedio. Per fortuna alle sei avevamo il treno.

Per chiudere il cerchio con la premessa iniziale, sabato scorso sono stata una giornata a Torino per respirare un momento dopo un venerdì lavorativo iniziato alle 4.30 del mattino e concluso alle 18. Ho dormito in questo posto meraviglioso, mi sono distratta dai pensieri, ho visto cose bellissime che non conoscevo o non ricordavo, ho camminato nel freddo senza quasi sentirlo e sono tornata a casa, con la mente libera e pronta per una nuova settimana di lavoro.

Oggi non ci sono riuscita, ci riproverò.

domenica 21 giugno 2015

Thismustbetheblog #1: Melissa Erboristeria

Qualche giorno fa avevo scritto qui del mio nuovo progetto Thismustbetheblog: un viaggio non più solo virtuale per conoscere di persona le blogger che seguo e che, in qualche modo, fanno parte delle mie giornate.

Nel frattempo ho frequentato un corso alla Holden che mi ha aperto gli occhi su molti aspetti di scrittura per il web che decisamente ignoravo, facendomi però sentire anche abbastanza esperta di questa strana materia che è il digital writing. Non ho nessuna intenzione di stare qui a parlare di SEO, copyright, snippet o tracciabilità, ma sono curiosa di scoprire se le cose che ho imparato influiranno in qualche modo sulle letture del mio piccolo, verde blog.

Per tornare all'argomento del titolo, dunque, oggi vi racconto la prima tappa del viaggio #thismustbetheblog. Perché ho scelto di pubblicarlo ora? Perché davanti a me c'è un giga pacco di prodotti che ho comprato da Melissa Erboristeria. Qualcuno di voi ancora non conosce questo luogo magico? Ecco dove trovare info utili, foto splendide e tanta poesia:
Il catalogo
Il mondo Instagram
La pagina Facebook
Il sito web
Per me è andata così: taccuino rosso alla mano (lo stesso su cui sto scrivendo adesso, dal treno, come mi capita spessissimo quando viaggio) con la "lista della spesa" sono entrata nel negozio di mattoni e fiori a 65 passi dalla Mole. Valeria era un momento sul retro e ad accogliermi è stata la mamma, dolcissima, piena di premure e subito pronta a raccontarmi la sua passione per le tisane, gli infusi e le erbe in generale. Mentre stavamo chiacchierando è arrivata Valeria, che è ancora più alta, bella e gentile di come la si immagina seguendola sul web. Vestito blu a pois, zoccoli argentati, cintura alta per un vitino che nemmeno Marilyn, rossetto corallo, e centomila consigli.
Io giravo con il taccuino, lei mi portava davanti ad ogni scaffale e riempiva la borsa verde con le nostre scelte, i miei acquisti.

Alla fine ho svaligiato il negozio, erano mesi che non compravo nulla per la cura del corpo e raschiavo i fondi dei barattoli perché sapevo che sarei andata a Torino, perciò non mi sono granché limitata [e meno male che il gel all'aloe si può pure mangiare perché temo sarò costretta anche a nutrirmene]. Visto l'ingombro della maxi spesa ho optato per l'invio a Genova e ho tenuto con me solo la mousse detergente da viaggio (uno dei regali che mi ha fatto Valeria) e la mia nuova Tangle Teezer arancione vitamina, perché, come al solito, avevo dimenticato la spazzola a casa.

I prodotti che ho comprato sono così belli, profumati e buoni che mi verrebbe voglia di scrivere un post tutto dedicato a loro (com'è che si dice? Haul?), per ora mi limito a piantare la prima puntina sulla cartina del lungo viaggio di #thimustbetheblog, consapevole che non avrei potuto iniziarlo in un luogo migliore. Grazie infinite, Valeria, per la splendida accoglienza!