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domenica 1 gennaio 2012

Start


Troppo stanca per scrivere affido il mio brindisi ad Erri e alle sue parole spesso così vicine ai miei pensieri. Dopo aver ballato fino all'alba e salutato gli amici ecco a chi va il mio prosit:

Prontuario per il brindisi di Capodanno

bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.


Erri De Luca

martedì 3 maggio 2011

Ho visto cose che voi umani...


Stanotte, ho visto cose che voi umani...
In realtà, ho vomitato per ore, in effetti vagando in trance tra il soppalco e il bagno, ma, come si dice, me la sono cercata. Aperitivo troppo alcolico (è ora di finirla) e con cibi troppo pesanti (peperoncini ripieni di tonno, baccalà fritto, farinata), il tutto condito da un bel colpo di freddo finale.
I postumi sono pessimi: comincio a riprendermi un poco soltanto adesso, a distanza di 24 ore, dopo aver sonnecchiato mezzo pomeriggio, mangiato un ciuffo di pasta e bevuto litri d'acqua e tisane.
Quindi, una splendida giornata di sole se n'è andata senza che quasi mettessi piede in terrazzo. Sono salita su solo per fare qualche foto ai miei fiori, la mia grande soddisfazione...ma la testa girava troppo e il parapetto è eccessivamente basso per stare lì tra un mancamento e l'altro! Le sfumature del mio tetto però sono bellissime, margherite bianche appena si sbuca dal portoncino di ferro, gerani tutti colorati, compreso quello nero che ho comprato con mammà. C'è la lantana che ci sta riprovando, ci sono l'ulivo di sempre con il dinosauro ai suoi piedi, il mandarino e il lampone di Giulia. Le lobelie si alternano agli alissi e al gabbiano ladro piacciono così tanto che se li porta via. Ci sono la ciotola delle aromatiche, l'alloro, un rampicante super profumato e lanciatissimo sul muro del vicino, spuntano i miei semini nuovi e il falso gelsomino sta per esplodere di una fioritura pazzesca. Quest'anno poi ci sono anche i semi donati dal vicino-vicino (che chissà se spunteranno) e la gazania arrivata direttamente dalla Fiera del Mare.
Il terrazzo mi rilassa, lo ha sempre fatto e sempre lo farà...riempire l'annaffiatoio per le piccole piantine e lasciare il tubo dell'acqua nei vasi grandi, magari leggendo due pagine al tramonto, mi fa sentire meno sola, in pace, senza cose da spiegare e dimostrare a nessuno. Ora speriamo di riprendermi in fretta che domani mega animazione complicata e mezza accavallata alla seconda seduta di fisioterapia (che, fortunatamente, mi fa stare benissimo). Quindi futon, coperta, ennesima tisana e poi...buonanotte...

domenica 17 gennaio 2010

Il Mandillo dei Semi: prima di tutto uno scambio di esperienze.


Quest'oggi a Torriglia c'è stato il Mandillo dei Semi. Per chi non sapesse cos'è, si tratta di una giornata di scambio (il "mandillo" in genovese è infatti il fazzoletto dove mettere le sementi) in cui semplici contadini, appassionati, aziende agricole, associazioni e privati cittadini, si ritrovano sulle alture liguri per barattare semi autoprodotti, rari o antichi. Unico requisito necessario per partecipare: portare con sé merce di scambio.
Io sono andata con le amiche di Terra! e lì ho incontrato anche le persone a cui mi sono avvicinata in questo anno appena passato: i ragazzi, "miei vicini alla lontana", che coltivano le loro terre sopra a casa mia.
Il padiglione in cui è allestita la manifestazione era caldo e accogliente, noi ritardatari ci siamo posizionati sul pavimento tra banchetti e tavoli altrui e abbiamo disposto, nelle nostre ciotole colorate, i semi che avevamo portato per lo scambio.
Carote, sedano, senape, roveja, zucche e zucchine di Francesca sono stati barattati con fagioli, luffa, girasoli giganti, calendula, patate blu (!!!), ma anche con pasta madre per fare il pane e mandarini per digerire il super pranzo a base di frittate, risotto, panettone, formaggi e vino.
Persino il Tg3 si è lasciato affascinare dal nostro allestimento spartano e dal coniglietto verde in passamontagna, strappandoci un'intervista divertente, in cui la povera Fra parla attorniata da Silvia e da me, calorose come il bue e l'asinello.
I banchetti erano davvero tanti e lo erano anche i visitatori accorsi per reperire i semi da piantare quest'anno, la gente che si fermava dal nostro "stand" era interessata e interessante, così come le persone da cui a turno ci siamo avvicinate noi per avere informazioni, prendere contatti e scambiare idee.
Fuori dalle vetrate si vedeva la neve, dentro si chiacchierava e mangiava in compagnia, si scopriva l'esistenza di sementi sconosciute, si accettavano ed elargivano consigli preziosi e si rideva senza sosta.
Ho avuto la possibilità di passare una giornata diversa, in cui mi sono sentita completamente a casa, ho rivisto amici carissimi e conosciuto persone davvero simpatiche (per esempio i poveri Gino e Giacomo, nostri sventurati compagni di viaggio).
Come ho scritto nel titolo non si tratta di un semplice scambio di semi, ma di un vero e proprio scambio di esperienze.