Questo è un post che mi mette in difficoltà, con le sue contraddizioni, con la sua luce e il suo buio,
dove il buio non significa cattivo e, come si dice, non è tutto oro quel che luccica.
Sono sul treno che da Napoli ci condurrà a Roma e, da lì, un altro treno ci riporterà a Genova.
A casa.
Siamo partiti sei giorni fa in aereo, diretti in Costiera Amalfitana, dove abbiamo trascorso 48 ore per poi spostarci tre giorni a Napoli, passando da Pompei.
Giorno 1 - Sorrento
Giovedì scorso, a Genova, piovigginava. L'aereo era in orario e noi, come sempre, in mostruoso anticipo. Arrivati a Capodichino ci aspettavano Mino, l'autista del taxi che ci ha accompagnati a Sorrento e un'onda di luce incredibile.
Una luce bianca, accecante, che ci costringeva a stringere gli occhi davanti a tanto sole.
Mino è stato gentilissimo per tutto il viaggio, abbiamo chiacchierato un sacco e si è pure fermato per scattarci una foto e fumarsi una sigaretta davanti al Golfo di Sorrento dove, è proprio vero, il mare luccica e tira forte il vento mentre un uomo abbraccia una ragazza 💕.
Appena arrivati siamo andati alla ricerca di Annamaria, la nostra host, che ci ha accolti nel vicolo dove si affaccia la mansardina che ci ha ospitati. Un paio di info sui posti da visitare e primo giro di limoncino.
Siamo subito scesi al Chiostro di San Francesco e al Belvedere di Villa Comunale vista Vesuvio e poi a Marina Grande, dove ci è scappato un piatto di alici fritte come aperitivo.
1) Negozietto di prodotti tipici (con secondo giro di limoncino, che fai, rifiuti?)
Visita a Villa Rufolo che è spettacolare sotto ogni aspetto: interni con musica di sottofondo, vista incredibile, giardini fioriti e pieni di rane... tutto!
Ed ecco di nuovo l'amore forte, per il silenzio, la luce, il mare d'argento, le mattonelle colorate sul sagrato del Duomo e 1950 di Amedeo Minghi alla radio del baretto sulla strada, dove abbiamo preso un caffè e dove mi sono ripromessa di ricordare per sempre quel momento così assurdo e perfetto.
Un applauso ad Andrea, che si è sparato 80 chilometri tra pullman, taxi, e motorini contromano, il tutto guidando a picco sul mare💗.
Quello che ho amato di più, oltre ai pavimenti, alle distese di papaveri rossi e ai gattini vaganti tra le rovine è stata la Villa di Giulia Felice, un piccolo/grande paradiso.
I murales, la sua casa, una piccola viuzza sede di un bellissimo progetto che racconta, con la voce dei bambini, la storia del quartiere.
La pace, i teschi, la solita luce che taglia tutto, la vista sulla città e sul vulcano (foto in apertura del post): la ricordavo proprio così, anche se dall'ultima volta in cui ci andai con il Prof. Magnani sono passati vent'anni.



Colazione itinerante, metro e visita al Pio Monte della Misericordia, incredibilmente deserto, o forse purtroppo comprensibilmente, nonostante la quantità assurda di turisti in giro.

Adesso è ora di rientrare a prendere i bagagli, la metro più affollata di sempre ci aspetta (erano meglio i sotterranei), così come le successive sette ore di treno, che mi hanno permesso di scrivere questo post di viaggio quasi in tempo reale.
- Perché la sensazione che la "luce forzata" su certe zone della città puzzi un poco di gentrification rimane, anche grazie alle decine di avvisi "valutazione gratuita della tua casa" sparsi qua e là, pure dove sembra sia impossibile che abiti qualcuno
- Perché allo sfarzo della Costiera preferiamo sempre il piccolo e sincero dei paesi meno battuti
- Perché ore di coda davanti a certi ristoranti piuttosto che ad altri mi hanno messo quasi paura
Aperitivo vista mare con alici fritte alla Trattoria da Emilia (Marina Grande).
Mai nome fu più azzeccato: conduzione familiare per piatti tradizionali un poco rivisitati in chiave contemporanea, siamo diventati amici di tutti, anche di una coppia di danzatori stranieri bellissimi, in vacanza con bimba adorabile al seguito. Ho pianto tipo dieci volte.
Seguendo i consigli di Natalia, la proprietaria del nostro appartamento, siamo andati da Laezza, nei Quartieri Spagnoli a due passi "da casa".
Io ho ordinato una marinara, lui una margherita, abbiamo spezzato la fame con una frittatina di pasta e ci siamo scolati due Peroni formato famiglia.
Il locale è sulla strada, ha una parte verandata, un paio di tavolini volanti (tra cui il nostro) e una sala interna. Abbiamo atteso un'oretta prima di poterci sedere, ma è andata benissimo così!
Abbiamo scelto una pizza marinara, un piatto di pasta patate e provola e due antipasti: fritti misti (crocche, frittelle, verdurine) e parmigiana di melanzane. A noi è piaciuto tutto, io ho adorato la pasta, ADORATO.












































































