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domenica 23 luglio 2023

Fare spazio



Inizio a scrivere questo post sul divano di casa, in centro, alle 7.30 di mattina, dopo essere stata svegliata per il secondo giorno consecutivo dai vicini che facevano l'amore.

Il nostro vicoletto ci regala, da anni, amplessi a tutte le ore: prima e dopo cena, a notte fonda o all'alba, nel week end e in giorni feriali. Le esternazioni variopinte arrivano sempre da finestre diverse, hanno ritmi e durate differenti, voci maschili e femminili, qualche frase di senso compiuto, tanti versi a volte preoccupanti.

Io ne sono felice, perché, l'amore, è sempre una bella cosa.

Ne sono felice anche stamattina, preludio di una lunga giornata lavorativa, poiché questa sveglia anticipata mi ha dato lo spazio necessario per scrivere qui, dove volevo tornare da un po'.

Dall'ultimo elenco è trascorso parecchio tempo, sono successe tante piccole-grandi cose e ho voglia di metterle nero su bianco. Cominciamo!

1) Le ultime letture
In questo momento sto leggendo Tenera è la notte di Fitzgerald, l'ho recuperato dalla libreria di mia madre, ha le pagine ingiallite e il numero della sua ginecologa scritto a matita, sulla prima pagina. Non è per me una lettura consueta: anche se (o forse proprio perché) è un classico della letteratura americana, sono lenta a procedere, ma lo apro sempre volentieri. Il mese scorso, però, ho divorato due libri: I miei stupidi intenti di Bernardo Zannoni e Poverina di Chiara Galeazzi. Il primo credo fermamente che dovrebbero leggerlo tutti (cit. Stefania Andreoli), il secondo, sicuramente, dovevo leggerlo io.

Non amo raccontare le trame dei libri ma amo consigliarli: leggeteli, vi piaceranno!

2) L'orto
Anche quest'anno abbiamo fatto l'orto, ma a sto giro ci siamo organizzati con criterio: abbiamo comprato due cassoni coloratissimi da Il giardino delle idee e li abbiamo riempiti di verdure. I primi giorni tutto stentava a partire, ora, che è arrivato il caldo, non riusciamo a stare dietro alle melanzane e trascorriamo le serate a legare cetrioli e pomodori impazziti. 
Nel frattempo ci hanno contattati dall'azienda per regalarci un'altra struttura e, dopo aver preso un paio di misure, abbiamo deciso dove posizionarla e abbiamo accettato la proposta. Qualche giorno fa abbiamo montato i tre contenitori a forma di podio e, presto, li stiperemo di fiori... seguiranno aggiornamenti!

Riprendo il post, quasi un mese dopo e, nel frattempo, l'orto è così:


3) Come sta il mio corpo?
In equilibrio precario.
Gambe/schiena/pelle /stomaco e, la new entry di quest'anno: denti.
Un'otturazione andata male, che è diventata una pulpite, che ha richiesto una devitalizzazione, che ha fatto infezione (con conseguente dolore insopportabile e antibiotico indispensabile).
Un balletto di quasi cinque mesi di cui, posso dirlo? Facevo volentieri a meno.

3) E la mia mente?
Questa è grossa: ho cambiato approccio terapeutico.
Dopo quasi 19 anni di analisi transazionale, su consiglio della dottoressa che mi ha sempre seguita, ho iniziato un percorso diverso, in un altro studio.
Si tratta dell'EMDR, una tecnica che, in realtà, non è così recente (la si usava già per trattare il PTSD dei veterani), ma negli ultimi anni, in particolare post Covid, se ne sente parlare sempre più spesso.
Come sta andando?
Benone, direi.
Ho pianto.
Di un pianto incontrollato, ma composto, come un piccolo fiume che rompe gli argini e comincia a scorrere lento, fuori dal suo letto.
Un'esperienza particolare, dove non occorrono, stranamente (per me), molte parole, dove serve "solo" stare e fare spazio. Ai traumi, ai ricordi, alle emozioni, al dolore, alla paura, al passato, a quello che c'è, incastrato laggiù, in una stanza che sembra lontana e polverosa e, invece, è la stanza dei bottoni.
Non è una passeggiata, anche fisicamente, esco dalle sedute piuttosto spossata, ma sembra stia dando i suoi frutti.
Se volete saperne di più, lascio uno dei tanti link che ho consultato prima di intraprendere questa nuova strada.

4) Agata
Agata è qui, che lotta insieme a noi.
La routine estiva sembra farle meglio di sempre, dorme moltissimo sulla vecchia poltrona della camera, un nuovo posto mai esplorato prima. Ultimamente pure la cesta di vimini vicina pare interessarle parecchio.
Abbiamo affrontato il semestrale taglio delle unghie con un'aggressività senza eguali: in tre per tenere meno di un chilo di gatto così soffiante e urlante, che un certo punto ho temuto l'infarto.
Non necessariamente il suo.
Nonostante l'ambiente natale, noto per inselvatichirla, se fosse possibile, più del solito, questa estate è anche l'estate delle coccole, sempre più richieste ed elargite, a suon di pasta, testate e gorgoglii vari.
Che tipa.

5) Ferie
Questa estate sta volando, me ne accorgo quotidianamente, basti pensare che il post che sto scrivendo mi pareva di averlo iniziato ieri e, invece, avevo cominciato a buttarlo fuori a giugno.
Ancora due settimane di lavoro e poi ferie, per un bel po', a sto giro.
Andremo via? Sì, direzione Londra.
Non staremo tanto, giusto una settimana scarsa, ma i prezzi non proprio economici del posto, la necessità di non lasciare Agata troppo a lungo e, diciamolo, la voglia di trascorrere del tempo calmo qui al paesello, hanno indirizzato le nostre scelte.
In più, abbiamo dato un'occhiata alle attuali temperature londinesi e la speranza che, a sto giro, troveremo veramente il fresco, si fa più concreta che mai.

6) Meal prep
Abbiamo preso l'abitudine di preparare un menù settimanale in tempo di Covid. Dovendo programmare la spesa e soffrendo particolarmente le consegne a domicilio, avevamo consolidato un metodo che ci permettesse di ottimizzare il più possibile gli acquisti.
Questo rito è rimasto invariato e, anzi, si è strutturato perfettamente nella nostra routine.
Complici le verdure del nostro mini orto e di quello di Maurone, riusciamo a immaginare piatti super bilanciati e pure super buoni, che, certo, necessitano di un (bel) po' di preparazione in più e, di conseguenza, di tempo dedicato. Ma a me, il tempo del cibo, non è mai sembrato sprecato e nonostante gli spostamenti quotidiani per raggiungere i rispettivi lavori rosicchino tanto spazio delle nostre giornate, la sera, in cucina, spazzo via i pensieri e costruisco volentieri i piatti dei giorni a venire.

7) Vestirsi
Dopo anni di impegno posso dire di avere un armadio al 90% sostenibile.
Ci è voluto parecchio tempo e per ora restano fuori dagli acquisti ragionati sempre le solite due categorie: sport e intimo.
La sostenibilità, quest'anno, arriva però da due consapevolezze fondamentali:
1) Faccio scelte sostenibili quando sono sostenibili anche per me (acquistare mutande a 20 euro l'una, con la poca attenzione che ripongo nei lavaggi, per ora non è un'opzione, ad esempio).
2) L'acquisto più sostenibile che si possa fare è quello che non si fa. 
Ormai non compro quasi più nulla, rovisto nel mio armadio, cerco nuovi abbinamenti che mi facciano percepire meno vecchi i capi che indosso e vendo quello che mi pare in buone condizioni, ma che non mi rientrerà più.
Ed ecco fare capolino la novità (per me) di quest'anno: Vinted. Ho iniziato a vendere sulla popolarissima piattaforma e, pian piano, mi sto liberando di tantissime cose. Non ho mai acquistato nulla e sto conservando il gruzzoletto che via via cresce per provare a comprare abiti tecnici per fare sport. Ci riuscirò? Lo scopriremo nella prossima puntata.

8) Fare spazio
Eccoci all'ultimo punto, che, in verità, potrebbe pure essere il primo visto che ha regalato il titolo a questo post.
A fine giugno ho partecipato al mio primo yoga retreat.
Ho praticato a lungo intorno ai vent'anni, poi il mio rapporto con lo yoga si è arrestato (molto) bruscamente. Ho continuato a fare pilates per tantissimo tempo, prima con la mia Deborah del cuore e dopo in una palestra vicino casa.
Poi mi sono fermata e, solo durante il lockdown, ho ripreso con le lezioni di yoga on line. Ho cercato, o forse ho trovato per caso, nemmeno mi ricordo, qualcuno che offrisse delle pratiche brevi la mattina e mi sono imbattuta in Carola. Per mesi ho provato così, davanti a uno schermo, poi, appena si è potuto uscire, sono andata in presenza. Ho frequentato sia le lezioni di Carola (sul suo mitico terrazzo prima, in studio poi) sia quelle della bravissima Manu, che purtroppo non sono riuscita a far conciliare con gli orari lavorativi.
Perciò, dopo mesi in cui il mio corpo cambiava per l'ennesima volta, togliendosi di dosso qualche chilo e riacquistando un poco di forza, ho proseguito il mio percorso con Carola, principalmente on line perché ho scelto di dare spazio a una pratica non incastrata tra gli impegni e raggiunta con affanno, ma, al contrario, a una pratica seguita dandole il giusto spazio.
Ed è così che sono arrivata ad iscrivermi al ritiro di giugno scorso, nel Monferrato: tre giorni di lezioni con l'obiettivo di fare spazio. Con me anche Andrea, che è venuto per godersi quel posto meraviglioso, fare cianotipie (anche con i partecipanti al retreat!) e supportare, amore santo, questo mio tentativo di uscire dalla comfort zone e fidarmi del mio corpo.
Ero convinta che mi sarei fatta male. Ore e ore di pratica per le mie gambe senza equilibrio, la mia schiena sempre tesa, le mie braccia deboli, la mia testa priva di fiducia. 
E invece.
Nessuna lezione, né quelle del mattino presto, quando ancora ogni parte di me dormiva profondamente, né quelle della sera, che arrivavano a chiudere intere giornate di movimento, sono state percepite negativamente dal mio corpo.
Ho retto tutto, non ho avuto nessun dolore, non mi sono fermata: e non perché volevo dimostrare di farcela, anzi, ma perché, semplicemente, ce l'ho fatta. E ora come si accetta un corpo che funziona? Sarebbe stato più facile gestire una piccola contrattura ai lombi o una caviglia dolorante?
Probabilmente sì, ma se l'intento di questo retreat era quello di "fare spazio" io l'ho fatto, alla mia capacità di stare, senza dolore, nelle cose belle.
Un successo enorme.
Per me.








giovedì 1 luglio 2010

Orti in festa!


Dopo giorni e giorni di assenza...rieccomi, con due post.
Il primo, cioè questo che state leggendo, era davvero indispensabile: impossibile non scrivere della FESTA. Con tutte le maiuscole del caso.
Due settimane fa, a Vesima, nella terra degli Orti di Terra! (scioglilingua?), c'è stata una giornata dedicata alla conoscenza, allo scambio, alla gioia, al cibo e alla natura, in cui chi è passato di qui ha potuto far visita agli "Orti Madre", passeggiare nei campi, degustare prodotti tipici, ascoltare storie di frutti ritrovati, camminare attraverso mostre fotografiche allestite tra filari di pomodori e vigna, cenare sotto un albero mangiando cibo naturale, ascoltando un concertino e chiacchierando in compagnia.
Una festa programmata e organizzata da mesi, iniziata alle tre e finita a mezzanotte, che ha impegnato tutti, dai volontari di Terra! ai membri del Comitato per la Salvaguardia del Territorio della Vesima nella preparazione dei piatti, nella gestione del concorso fotografico "Occhio al Verde!", nell'allestimento dei tavoli, nella pulizia dei sentieri, nella sistemazione delle frecce in tutto il paese...
La Festa, inutile dirlo, è riuscita benissimo, fuori da ogni aspettativa. Tutti felici, tutti soddisfatti, tutti sorpresi. Anche il tempo, incerto, piovoso, nuvoloso, ripiovoso, al momento di posare le candele galleggianti e le arbanelle di fiori di campo sui tavoli, ha lasciato il posto al sole e poi alle stelle.
Amici venuti da dietro l'angolo e arrivati da lontano hanno aiutato in ogni modo, con idee, forza fisica, sorrisi e bicchieri di vino. Gli orti e la fatica di Francesca, gli sforzi e il lavoro di Giorgia, l'organizzazione di Clara, Claudia, Silvia, Luca e, perchè no, anche la mia, sono stati premiati dal calore e dall'affetto di tutti, dall'interesse dimostrato dai partecipanti, dalle domande e dai complimenti.
E io mi sono sentita a Casa...
Quindi che dire, alla prossima Festa, quando Orto Fragolana, Orto Fortunato, Orto Melograno-Margherita, Orto Bagnato e Orto Nelli saranno ancora più rigogliosi e ricchi di frutti da cogliere.

P.S. Per l'immagine del post grazie ad Andrea, fotografo ufficiale, amico-terrestre e vicino di casa...

sabato 9 gennaio 2010

C'è un orto in ognuno di noi...


Sull'onda dell'entusiasmo ecco il mio secondo post...in un solo giorno!
Faccio parte, da qualche mese ormai, dell'Associazione Terra! Onlus, che porta avanti progetti di ecosostenibilità, sensibilizzazione al riciclo e al vivere naturale, promozione dell'autosostentamento. Quest'ultimo aspetto viene affrontato organizzando corsi di agricoltura sinergica (di cui vorrei tornare a scrivere presto) e laboratori di diverso genere, per esempio quello per la costruzione di compostiere da giardino o da terrazzo usando materiali di recupero. Inoltre Terra! partecipa spesso a iniziative "più grandi", come l'edizione 2009 di Fà la cosa giusta, al Porto Antico di Genova, dove noi volontari abbiamo allestito un piccolo "Orto Sinergico Mobile" su un porter. Questo campo in miniatura ha attratto molti visitatori alla fiera ed è poi circolato liberamente per vie della città, suscitando la curiosità dei passanti stupiti. Visto che quella genovese è una succursale del gruppo italiano più grande, le campagne appoggiate e sostenute sono anche le medesime di Terra! nazionale, e dunque le lotte all'emissione di CO2, le battaglie contro l'invasione insensata di SUV e macchinoni giganti utilizzati in città senza alcuno scopo e l'importanza dello sfruttamento di energie alternative nella vita di ogni giorno.
Il nostro piccolo gruppo di attivisti ha in programma sempre nuove idee, discusse davanti a cene senza fine, ricche di buon cibo autoprodotto (a Natale ho magiato le mie "patate novelle sinergiche"!) e di vino a cui io non riesco mai a resistere (ma le ragazze ormai lo sanno, dopo un goccetto la mia mente lavora velocissima). Il prossimo passo sarà cercare di presentare un progetto per il Festival della Scienza 2010, sfruttando i festeggiamenti dell'Anno della Biodiversità e di cominciare la sistemazione di un sentiero sulle alture della città, al termine del quale verrà costruita una compostiera collettiva che servirà tutto il paesino.
Il titolo di questo post non è affatto casuale, perchè se ho iniziato a militare tra le fila verdi di Terra! è proprio grazie a questa certezza (un pò alla Voltaire): io sono fermamente convinta che in ognuno di noi ci sia un piccolo orto (o giardino, perchè no) pronto per essere coltivato, innaffiato e curato ogni giorno, bastano un pò di buona volontà e di pazienza. Se poi questo "orto immaginario" riuscissimo anche a realizzarlo davvero e a cibarci dei suo prodotti...cosa vorremmo di più?
Il mio obiettivo è quello di cercare, per quanto possibile, l'indipendenza dall'acquisto ordinario, soprattutto nell'alimentazione e nella cura della casa e del corpo, comprando le cose di cui ho bisogno direttamente dai produttori locali e dai GAS, ai quali stiamo anche cominciando a pensare come Associazione.
Io abito in un paese che si può definire di campagna e ho sempre avuto la fortuna di poter mangiare i prodotti della mia terra, facendo parte anche del Comitato per la Salvaguardia del Territorio in cui vivo posso cercare di incentivare lo sviluppo di Gruppi d'Acquisto Solidale (i GAS appunto), nei quali chi come produttore, chi come consumatore e chi come entrambe le cose, possa trovare uno spazio.
Ecco tutto, spero di non aver parlato troppo di me, ma di essere riuscita a fare una fotografia delle cose a cui chi ha voglia di natura, semplicità e cibo sano può cominciare a pensare.

Per informazioni più dettagliate su Terra! ci sono i siti:
http://www.terraonlus.it/
http://www.terraonlus.it/genova/

P.S. Quello che vedete nella foto è naturalmente il famoso "Orto Mobile" e ai suoi piedi due "terrestri" sempre in prima linea: Ciobi (il piccoletto) e Nuvola (che timida come al solito si nasconde dietro al porter)