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domenica 19 marzo 2017

Una manciata di cose


Doveva essere un post pieno di sentieri, sole, alberi e mare... e invece ho la febbre.
Niente gita, solo coperta e arretrati di lavoro da smaltire semi sdraiata a letto, ma non importa: tutto sommato avevo bisogno di riposo e il tempo fa schifo (lo dimostra la lavatrice piena che sta girando imperterrita nel mio bagno, ci fosse una volta che azzecco il giorno giusto per il bucato).

Il titolo che ho scelto dovrebbe lasciar intendere come ho intenzione di gestire il post di oggi: una manciata di cose scritte senza rifletterci troppo su, un elenco risolutore che mi permetterà contemporaneamente di fare poca fatica e di riordinare pensieri, obiettivi, scadenze e traguardi.

Direi quindi di iniziare subito:

1. Mi sono concessa dello shopping un paio di giorni fa, dopo mesi che non entravo in un negozio di abbigliamento e mi limitavo a rappezzare strappi e buchi nei vestiti. Ho acquistato tre maglie scontatissime (e bellissime) da Lo Spaventapasseri sfruttando l'ultima coda dei saldi invernali e un paio di jeans Par.co denim alla Bottega Solidale, convenienti pure quelli visti i millemila punti accumulati sulla tesserina.

2. Ho fatto rifornimento on line di materiali per i laboratori, in vista delle prime attività totalmente da free lance che mi hanno proposto. Ho trascorso una serata a spulciare siti, comparare offerte, calcolare tempi di spedizione... ora non resta che attendere la consegna!

3. I bambini e i ragazzi con cui sto facendo attività mi stanno regalando tanta soddisfazione: c'è chi ha terminato di costruire e programmare uno spirografo di Lego in metà del tempo che avevo previsto e chi ha mosso i primi passi nel campo della robotica educativa, senza scoraggiarsi e accettando di buon grado il lavoro di gruppo.

4. Mi sono cimentata nell'utilizzo dell'eyeliner e, devo dire, non ho fatto i danni che temevo. Due codine uguali uguali e tanto orgoglio! (Ah, ho usato uno di questi).

5. Ho ricevuto tutte le cartoline del giro dedicato a me di A year in a postcard, la foto quassù lo dimostra. Sono bellissime, ognuna a modo suo, perché portano con sé un pezzetto di chi l'ha spedita con un occhio di riguardo verso chi la deve ricevere. Sarebbe meraviglioso se ci comportassimo sempre così: attenti e protettivi verso il prossimo quanto verso noi stessi.

6. Ho ripreso a leggere, finalmente, e non ho altro da aggiungere!

7. Continuo a camminare nella mia città cercando e trovando la Primavera un po' ovunque. Quando succede, la fotografo.

8. Sto organizzando la prima presentazione in libreria di Robotica creativa per giovani tecnologici: sono felice, agitata isterica e grata per essere arrivata fino qui.

9. Io, mai più l'avrei detto, mi sono innamorata della canzone di Carmen Consoli e Tiziano Ferro. Perché una frase così vale tutto: "Per non farti scappare chiusi la porta e consegnai la chiave a te".

10. Sono andata al cinema e ho visto Manchester by the sea, in questo caso nessuna citazione, sono le facce che contano (e che fanno un male boia, sappiatelo).


Che sono stanca e febbricitante l'ho già detto, quindi mi auto assolvo e la chiudo qui, sperando, nel prossimo post, di poter scrivere di gite meravigliose e nuove cose imparate.



domenica 5 febbraio 2017

"So disegnare su un foglio con le parole"

Questo dovrebbe essere un post di update del progetto A year in a postcard, in realtà conterrà anche una storia.

Innanzi tutto ecco i luoghi ufficiali dove potete trovare informazioni su questa avventura, se ancora non la doveste conoscere: il blog, l'account Instagram.

La fotografia che ho scelto è la penultima cartolina che ho inviato, l'ultima invece credo sia ancora in viaggio verso la cassetta di Norma, Nuvolesulsoffitto. Quella che vedete quassù è Il Bosco della Fatica, è stata preparata durante una settimana complicata e piena di incastri, senza sapere che i giorni a seguire sarebbero stati anche peggio :-).
Ho usato i timbri in gomma, impiegando solo stampi incisi da me, perché è la tecnica che padroneggio meglio, che mi rappresenta maggiormente e che mi regala le soddisfazioni più grandi. Inoltre, è anche la tecnica che mi ha tenuto compagnia durante tutto il 2016, grazie al progetto delle #fogliegentili e sentivo il bisogno di ritrovarla per un attimo.

Come scrivevo all'inizio, però, questo post non è solo un aggiornamento, ma è anche il luogo in cui racconterò una piccola storia, legata in particolare alla cartolina della foto. Il giorno che l'ho spedita, infatti, ho ricevuto un messaggio: "Secondo me stamane sono stato testimone di un pre-imbuco di una nuova cartolina. Possibile?"
Eccome se era possibile, la mattina avevo inviato Il Bosco della Fatica a GIö e avevo attraversato la strada tenendo in mano la cartolina e saltellando verso la buca delle lettere vicino all'ufficio postale. In coda al semaforo un amico ha visto la scena e, pare, ha anche provato a salutarmi, emozionato per aver capito il momento. Un attimo dopo, raggiunto l'altro lato della via, ho scattato la foto che vedete quassù (senza essermi accorta di nulla).

Un aspetto che viene fuori spessissimo nel gruppo delle partecipanti di #ayearinapostcard è la corrispondenza di momenti, la presenza di coincidenze magiche, la condivisione di sensazioni:
questo piccolo aneddoto che ho raccontato mi pare possa proprio considerarsi tutte e tre le cose messe insieme. L'idea di essere vista mentre facevo qualcosa di così personale, mentre mi accingevo a lasciare un oggetto molto intimo perché portava con sé la descrizione disegnata di un periodo di grande fatica e l'idea di aver suscitato stupore in quel brevissimo istante in cui ho attraversato la strada mi è sembrata allo stesso tempo una cosa buffa e meravigliosa.

Non potevo che inserire questo aneddoto nel post di aggiornamento del progetto, se non altro per condividere con le mie compagne di viaggio l'ennesima coincidenza speciale.

P.S. Il titolo arriva direttamente dal secondo verso Cinghiali Incazzati degli Ex Otago

domenica 8 gennaio 2017

A year in a postcard: Il bosco degli inizi


Lo so, a sto giro non posso più lamentarmi.
Mi sono imbarcata in un nuovo progetto su Instagram (e non solo) che mi darà parecchio da fare, ma che nel frattempo mi sta già regalando un sacco di soddisfazioni. Si chiama Ayearinapostcard, è nato da un'idea di Shemissedthetrain e pianta le sue radici in altri percorsi simili, dedicati allo scambio di esperienze, di pensieri e di momenti per mezzo di una cartolina.

Abbiamo iniziato a spedire la settimana scorsa, siamo in otto e ognuna sta mettendo del suo in ogni invio. Ne abbiamo già scritto qui (il blog ufficiale del progetto) e stiamo diffondendo il nostro punto di vista sui canali personali. Questo è il mio primo post per Ilmareingiardino dedicato all'avventura, ogni tanto farò un piccolo update e vi(mi) aggiornerò su come andranno le cose, nel frattempo trovate tutto sul profilo Instagram condiviso e sulla pagina a sedici mani che vi ho già segnalato poche righe fa.

Come saranno le mie cartoline?
Saranno boschi, questa è l'unica certezza che (per ora) ho.

La prima è nata spontaneamente, "Il Bosco degli inizi": eccola qui, qui e qui. Ho scelto gli acquerelli e, ogni volta, vorrei cambiare tecnica.
Pastelli a cera, pennarelli, collage, matite colorate, bianco e nero e chissà quali e quante altre idee mi verranno. Sarà una scusa per mettermi alla prova, per stimolare un poco la mia creatività, per tentare nuove strade rimanendo fedele a me stessa.

Come ho già scritto altrove gli aspetti che sino a oggi mi hanno colpita di più sono legati al mondo delle spedizioni:
trovare le cartoline bianche e i francobolli belli non è stato facile, ma questa ricerca mi ha regalato un commesso al banco del negozio di prodotti per artisti e un'impiegata all'ufficio filatelico che non cambierei con nessun altro al mondo, non vedo l'ora di dover di nuovo fare rifornimento!
Ora non ci resta che attendere che il primo turno di Ayearinapostcard si completi, per ricominciare a spedire e ad aspettare. Credo che questo progetto mi aiuterà moltissimo anche nella gestione delle attese, proverbialmente pessima per cose gravi e difficili, ottima per quanto riguarda pazienza e comprensione delle persone.

Infine una spiegazione sulla foto che ho scelto quassù: l'ho scattata un paio di giorni fa in Spianata Castelletto, all'inizio del tramonto. Riassume perfettamente le vacanze appena trascorse, così belle che meriterebbero un post a parte. Sono riuscita a lavorare, a camminare, a correre, a cucinare, a riposarmi; avrei voluto leggere e studiare un po' di più ma non si può avere tutto dalla vita! :-)
A proposito, è il momento di aprire i libri in questa domenica di quasi neve, con il frigo pieno di avanzi della mia festa di compleanno e la lavatrice che va.

P.S. Il bellissimo logo del progetto che vedete su Instagram è opera di Gioistantingrammi