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venerdì 7 dicembre 2018

Istinto di sopravvivenza

Ho lasciato questo blog con un post pieno degli animali che sogno nell'ultimo periodo, oggi ho deciso di cominciare dallo stesso argomento elencando gli ultimi arrivati nella mia fattoria notturna: un serpente lunghissimo (si parla di almeno dieci metri), tre o quattro pipistrelli neri enormi, un porcospino molto vecchio e molto assonnato, una manciata di gattini grigi, minuscoli come al solito. Se qualcuno in ascolto sapesse interpretare la presenza semi costante di bestie varie ed eventuali nei miei sogni commenti pure qui sotto, sono curiosa come una scimmia (appunto).

Ultimamente le giornate procedono simili le une alle altre e questo è un bene, perché, dice il saggio: "nessuna nuova buona nuova". Qualche novità, in verità, c'è stata: la chemio è saltata di nuovo causa emoglobina bassa, ma i valori sono rientrati presto da soli e i dolori sono sotto controllo. Le transaminasi sono più basse e tutte le varie operazioni per migliorare la situazione di mamma sono diventate meno frequenti perché meno necessarie. Oggi è così, domani non lo so, perciò, a costo di diventare di una banalità imbarazzante, dichiaro che l'unica cosa buona non terribile che mi ha portato questo maledetto cancro al pancreas è la capacità di godermi l'istante, così com'è. Parlo per me eh, perché se fossi in mamma sarei sicuramente molto più arrabbiata.

Il lavoro continua ad essere un'ancora di salvezza, le serate finiscono prestissimo causa stanchezza ai massimi storici, i primi mal di gola di stagione sono arrivati puntuali come le tasse a fine Novembre.

L'istinto di sopravvivenza di cui scrivo nel titolo è, fondamentalmente, fatto da tutto questo tran tran protettivo e da una serie di acquisti più o meno sostenibili in previsione del futuro, cosa che, di questi tempi e in questi luoghi, non è affatto scontata. Li scrivo qui sotto, non sia mai che possano interessare a qualcuno che, semplicemente, sta cercando qualcosa di simile e non sa che pesci pigliare:

- Giacca Skunkfunk verde per affrontare l'inverno che non arriva, nel tentativo di salvare capra, cavoli e animali da pelliccia (e pure un po' di ambiente, va). Ora come ora è fin troppo calda, ma confido che le temperature, prima o poi, scendano sotto i 10 gradi, così come sarebbe buono e giusto.
- Prodotti Saponaria, che volevo provare da un po' perché il prezzo mi allettava e il made in Italy pure. Qualcosa già lo conoscevo bene (lo scrub per il corpo è ottimo), qualcosa mi ha piacevolmente colpita (siero opacizzante e deodorante roll on super!), qualcosa voto ni, ma solo causa odore troppo intenso per i miei gusti (crema viso).
- Agenda 2019 Inchiostro and Paper, nonostante ne avessi già una ampiamente usabile anche l'anno prossimo, ma con le agende notoriamente non ho quiete, ne ho acquistata un'altra con cui vorrei entrare a piè pari nel mood bullet journal (vedi punto successivo). L'occasione è stato il Green Friday, grazie al quale con l'acquisto avrei contribuito al rimboschimento delle foreste trentine, piegate dalla tempesta di poche settimane fa. Impossibile resistere.
- Occorrente per il Bullet Journal (vedi punto precedente), acquistato un po' ovunque e recuperato nei fondi dei cassetti di casa. Il primo timido tentativo è stato un fiasco e mi sono subito sentita catapultata negli anni delle medie, quando l'aver sbagliato sulle prime pagine del diario mi dilaniava per giorni. Credo non mi restino altro che i tutorial su YouTube, ma non avendo né tempo né voglia di seguirli conviene fare pace con me stessa e con le sbavature di inchiostro nero (AAARGGGH).
- Prodotti CasaGIN, perché finalmente ho trovato un produttore sostenibile di intimo et similia e perché quest'anno ho riscoperto la comodità infinita dei body. Le loro stoffe sono di una morbidezza mai vista prima, non ho ancora indossato tutto ma la fiducia è altissima. Persino i calzini sono stati promossi da mamma e dalle sue gambe gonfie: dieci più!
- Body The Nude Label, perché lo puntavo da un po', perché ho avuto il coraggio di prenderlo nonostante la scollatura, perché il colore melanzana-mattone era bellissimo. L'ho trovato da Paccottiglia.
- Sciarpe di Lo fo Io, super calde (soprattutto il simil scialle nero) e passpartout, ad un prezzo davvero competitivo. Io le ho prese qui, ma ho visto che sul sito ce ne sono molte altre. I filati sono per la maggior parte rigenerati e a me sembra già un ottimo motivo per sceglierle.
- Libri vari ed eventuali. Un regalo per mamma, un libro indispensabile, un regalo per me, un libro che uso anche per lavorare (ottima scusa, eh).

Ci sarebbero anche un sacco di cose nella wishlist, ma credo occorrerebbe un post a parte e le finanze attuali non mi permettono di sognare oltre (se qualcuno però volesse regalarmi un maglione di Gaia Segattini non mi offendo!)
Torno a sopravvivere.
Alla prossima!

P.S. Foto bretone. Perché di alta e bassa marea qui ne sappiamo qualcosa...

venerdì 8 settembre 2017

Una banale Wishlist di Settembre


Io amo moltissimo l'autunno. Probabilmente più dell'estate e di tutte le altre stagioni.
Mi piacciono i suoi colori, l'odore dell'aria di Novembre, l'intimità che i mesi pre invernali mi riescono a regalare.
Per chi adora i boschi non c'è periodo migliore, le foglie ancora stanno lì, ma sono arancioni, la terra è umida e profuma di buono, le camminate con una temperatura frizzante sono le più belle.

Detto questo, a Settembre ricomincia tutto. Per chi lavora con le scuole ricominciano le e-mail alle segreterie, le telefonate, le presentazioni. Per chi lavora con il Festival della Scienza ricominciano le progettazioni, le ansie, le scadenze.
Per chi è libero professionista ricominciano i contatti con chi era sparito in estate, i controlli delle fatture sospese, i preventivi per le nuove collaborazioni.

Io vorrei solo un sentiero, una felpa e la mia macchina fotografica.


Visto che questo non lo posso avere (l'allerta meteo di domani sancisce la fine delle mie possibilità di fare una gita a breve, dato che nei prossimi week end di Settembre sarò in trasferta), ho deciso che tanto valeva elencare ciò che mi piacerebbe fare e possedere.
Non mi sono trattenuta, mi sono accorta che probabilmente la mia lista sarà di una banalità sconcertante, ma ho deciso che la scrivevo (e pubblicavo) lo stesso.

Eccola:

1) Vorrei seguire un corso di Enrica Crivello. Ho guardato tutti i suoi video nelle scorse settimane e mi piacerebbe un sacco imparare da lei come rendere la mia attività più chiara a me e agli altri. Credo sarebbe la persona giusta per indicarmi come valorizzare al meglio ciò che faccio senza snaturare il mio modo di essere. E poi, diciamolo, vorrei un sacco entrare nello #spaziofigo. Ho quindi deciso che quando compirò un anno di partita IVA, se sarò ancora in grado di sostenerla, seguirò un corso di Enrica e mi aprirò un sito internet come si deve.

2) Vorrei comprarmi un prodotto di Rimini Rimini. Mi piacciono tutti, li avevo visti qui a Genova da Paccottiglia e mi ero innamorata del progetto e dei colori di queste borse. Ieri, mentre cercavo un portafoglio, sono andata a sbirciare di nuovo nel loro sito e trovo che ogni cosa sia fantastica. Peccato che non abbia trovato il portafoglio, forse posso sostituirlo con una borsa da mare? :-)

3) A proposito di portafogli, proprio ieri sera mi sono imbattuta nella presentazione della nuova collezione di La Pinotteria. Nemmeno il tempo di riflettere se comprare un maxi modello della collaborazione con Febò ed era già tutto (giustamente) sold out. Sarà per la prossima volta!

4) Vorrei avere più tempo. Per scrivere e leggere innanzi tutto. Ma pure per non fare nulla, per dedicarmi all'orto, per non impazzire quando il corriere dichiara che la consegna è andata male senza nemmeno suonare al citofono (posticipando così l'arrivo di materiale che mi serviva per lavoro), per dormire, mangiare, andare a trovare mia madre, fare due passi, farne quattro.

5) Vorrei riuscire a progettare una fuga sotto Natale, anzi sotto Capodanno. L'ultimo passato qui è stato divertente perché la compagnia era buona ma, non me ne voglia la mia città che tanto amo: che palle! A sto giro mi piacerebbero il freddo, la polenta, le mani in tasca e la sciarpa gigante.

6) Non mi trucco molto, né sono una maniaca della cosiddetta skincare. Mi lavo bene il viso, spalmo la crema, ogni tanto metto una maschera, mi strappo i baffi e mi faccio sistemare le sopracciglia dall'estetista. Detto questo, forse vorrei il Clarisonic. Perché ce l'hanno tutte e chi non ce l'ha ne parla. Ecco. E, se proprio devo essere sincera, vorrei quello piccolo e super costoso. Non so perché, non lo comprerò mai, ma lo vorrei.

7) Ogni anno imparo qualcosa, due anni fa mi sono buttata nel francese e l'anno scorso ho continuato accantonando altri eventuali corsi. Quest'anno sarebbe bello se riuscissi a fare una nuova esperienza. Data la mia ormai nota fissazione per la moda sostenibile mi piacerebbe imparare a cucire. Probabilmente non riuscirò ad iscrivermi in palestra, visto che gli orari da libera professionista non coincidono con nulla. Magari un corso di cucito serale, però, lo trovo.

8) Mi servono un paio di scarponi da trekking. Autunnali, possibilmente non pesantissimi perché quelli per il freddo vero (più eventuale neve) già li ho e quelli estivi pure. So anche dove mi piacerebbe andare a cercarli: qui. Perché ho proprio la sensazione che quel posto e chi lo gestisce potrebbero farmi sentire a casa. Ho provato a passarci di ritorno da una trasferta, ma la stazione di Piacenza non ha deposito bagagli e io avevo un trolley enorme pieno di materiali per i laboratori. A malincuore ho rinunciato, rimanendo in stazione con 38 gradi effettivi e 57 percepiti e disperandomi per non poterci andare.

9) Seguo le peripezie del Fairphone da un sacco di tempo. Mi ero ripromessa di acquistarlo ma:
- Il mio si è rotto improvvisamente l'anno scorso e non ho fatto in tempo a ordinarlo
- La fotocamera è sempre stata molto modesta, non che io sia una fotografa professionista ma mi piace scattare e vorrei una discreta qualità
Ora, però, la fotocamera è stata migliorata, il mio attuale telefono è vivente e forse potrebbe essere il momento buono. Il problema è ovviamente sempre il solito: non posso permettermelo perciò non lo comprerò. Però posso desiderarlo, no?

10) Voglio sistemare il mio armadio in camera da letto. Si tratta di un vecchio e scuro mobile che arriva da casa dei miei al quale sono molto affezionata, mi piacerebbe rifasciarlo con carta da parati, tipo questo. Ho anche già trovato dei siti buoni dove recuperare la carta, ma, in questo caso, è il tempo che manca per fare tutta l'operazione. Ad ogni modo ad Agosto ho allestito il mio angolo studio e rivoluzionato la cucina riempiendola di giallo, quindi posso già ritenermi un sacco soddisfatta dei risultati.

Ecco fatto, la Wishlist è completa e sicuramente appena pubblicherò il post mi verranno in mente mille altre cose che vorrei. Pace! Le scriverò nella prossima.


giovedì 10 novembre 2016

"Non mi dire stai tranquillo, perché tranquillo non sono"


"Pronto mamma, dimmi"
"Elena, sono caduta"


Inizia così una tranquilla settimana di paura, in piena fine Festival, in pieno weekend.
Frattura scomposta dell'omero con tanto di operazione indispensabile.

Scrivo questo post in progress qua e là, un po' sul treno, un po' a casa, un po' a Vesima, mentre annaffio le piante e concedo un'ora d'aria alla gatta.
Domani c'è l'intervento, magari aggiornerò la situazione tra qualche ora, o tra qualche giorno. Sono cose che capitano, poteva andare peggio, poteva pure andare meglio.
Lei pensa alle sue lezioni con "i negretti" che le mandano messaggi di affetto e pronta guarigione, pensa al Presepe del paese da cominciare, pensa alla festa d'autunno (ma giuro che se ci riesco ce la porto), pensa al suo adorato lavoro a maglia, alle sue uscite con la scuola d'arte, al pilates, al bodyrolling, al giardinaggio.
Io penso a lei, al recupero che potrebbe essere lungo, al fatto che abitiamo sufficientemente distanti per essere nella merda, alla degenza a casa mia che è piccola e inadatta, ad Agata che in centro storico si sentirebbe (e forse si sentirà) reclusa, alla fisioterapia che chissà dove la farà, a mio padre che non c'è e ai fratelli che non ho.

Però poteva essere il femore, o una vertebra, o la testa e poi, dato il periodo complicato, questa sberla mi aiuterà a relativizzare e a dare il giusto peso alle cose che meritano attenzione, già lo sento.
Nel frattempo mi alzo, infilo il naso in un caffè quando ho ancora con gli occhi chiusi, lavoro o sbrigo commissioni, vado in ospedale per pranzare insieme (oggi io fagiolini lessi e lei polenta col sugo, per dire), salto su un bus, poi su un treno, poi su un bus e raggiungo la gatta, la faccio uscire un paio d'ore, la nutro, le metto la crema sull'occhio e sulle orecchie, ritiro la posta, aggiorno i vicini, risalto su un bus, su un treno e su un altro bus e vado da mamma. Lei cena, io la guardo, la aiuto a lavarsi, ritiro la biancheria sporca e me la porto a casa, mangio con la testa nel frigo e crollo a letto.

Tutta sta girandola la faccio ascoltando in loop l'ultimo album degli Ex Otago, immaginando di ballare ogni singola canzone con una maxibirra in mano e stilando elenchi immaginari di cose che vorrei fare in questo periodo, per distrarmi e non pensare alle prossime settimane di laboratori, corsi a scuola, lezioni e delirio.
Per ora me la sto cavando egregiamente, proud of me.

Nel dubbio, vai di wishlist disordinata, senza punti saldi, con un desiderio di seguito all'altro: andare a Torino per dormire di nuovo qui, visitare il Museo Egizio dopo tipo 25 anni, svaligiare Melissa, guardare le luci d'artista con il naso all'insù; godermi una cena costosa, magari di pesce; fare una gita nuova (ma anche vecchia) nel freddo del bosco di fine autunno; riprendere a correre con costanza al Porto Antico; bere un black russian; trascorrere una giornata alle terme; andare a ballare; perdermi in un mercatino dell'usato; fotografare un posto nuovo con calma, reflex e luce giusta; leggere un libro avvolta nel plaid, bevendo una tisana rovente e mangiando biscotti con le gocce di cioccolato.

Poi, alla fine, la cosa che vorrei di più, è che domani andasse tutto bene e che il futuro prossimo di mamma (e mio) fosse insperabilmente semplice, o, almeno, non troppo complicato.
Si vedrà!

P.S. Ad ogni modo, un enorme airone lento e placido poco fa ha volato sopra il giardino, sopra la mia testa, prima di andarsi a riposare nel fiume. C'è da stare tranquilli.

P.P. S.S. Due ore fa mi è suonato il telefono, numero sconosciuto. Ho risposto ed era lei, mamma, che mi chiamava dalla sala per dirmi che sarebbe salita in reparto con un po' di ritardo, ma tutto ok. Il gene della precisione non l'ha perso.

P.P.P. S.S.S. Di nuovo a Vesima a pascolare la gatta, incastro tutto e vado avanti.







domenica 11 ottobre 2015

16 km di desideri

Disclaimer: sono stanca e assolutamente non in grado di scrivere un post sensato, nonostante le buone intenzioni, nonostante le belle esperienze dell'ultima settimana. Ecco il perché di questo elenco, nemmeno troppo sommario, di cose da comprare. Superflue (per usare un eufemismo).

1. I Dansko clogs, in vendita da Flamingo Bergamo, non so ancora il colore e nemmeno se li vorrei aperti o chiusi dietro, ma son dettagli (già che ci sono potrei allargarmi e portarmi via anche calze e vestito).
2. La nuova collezione di Lazzari, in particolare: questa camicia con i dinosauri (indispensabile, per me che non porto quasi mai camicie), questo abito con i cavallini (che potrebbe essere un'ottima terapia d'urto, visto che ho paura dei cavalli), questo maglione con le ghiande (ma solo in caso non riuscissi a comprarmi il prossimo vestito), questo vestito (perché, che ve lo dico a fare, è autunno), questa salopette (che quella di Lazzari che ho comprato l'anno scorso non l'ho tolta quasi mai!)
3. La borsa con i loti di Isabò e Insunsit (è possibile avere, in una sola borsa, delle stampe così belle, un colore così bello e una forma così bella? Evidentemente sì)
4. Le #Tuliclips di Tulimami (dal momento che sono una più bella dell'altra, non sceglierò: le vorrei tutte)
5. Una My#selfie di Faccio e disfo apposta per me (perché è una vita che la vorrei, perché le avventure estive su Instagram delle sue bamboline senza storia mi hanno rapita, perché partecipare al racconto è stato divertentissimo)
6. Un lavoro della bravissima Enrica Trevisan (per esempio questa spilla con i ginkgo, oppure questa con il giardiniere barbuto, per non parlare della serie dedicata alla mia amata Frida)
7. Qualche pezzo dai Vintage Corner di Maison Du Monde (in particolare vorrei tutta la collezione Berlino, chi conosce casa mia sa che sarebbe perfetta!)
8. Un bastimento carico di prodotti di Melissa Erboristeria (perché quelli che ho comprato all'inizio dell'estate stanno finendo e poi perché ricevere un pacco da Valeria è sempre bellissimo. Per esempio, in questo istante, vorrei tantissimo questi)
9. Questo libro (perché mi sembra meraviglioso e indispensabile)
10. I capelli nuovi (ma, come si evince dalla foto, dal parrucchiere ci sono appena stata...un desiderio in meno sulla lista!)

P.S. Il titolo si riferisce alla camminata da cui sono appena tornata: sedici chilometri di sentieri, più di quattro chilometri all'ora. Io e mamma siamo state grandi!

domenica 26 aprile 2015

Pinhole Day 2015

Oggi è la giornata mondiale della fotografia stenopeica. Eh?
Oggi è il world pinhole day 2015. Eh?
Oggi si celebra un modo tutto particolare, romantico e creativo di scattare foto.
Potete trovare molte informazioni in merito on line. Qui c'è il sito ufficiale, qui un po' di dati e qui un sacco di tutorial per costruire la vostra macchina fotografica stenopeica.
La mia la vedete nell'immagine quassù: una scatola di latta che un tempo conteneva un orologio e che questa mattina è diventata la mia analogica di fiducia (presto pubblicherò anche i timidi scatti). Insieme al vicino-vicino ho partecipato al workshop organizzato dai ragazzi di Totem Collective Studio, gli stessi che hanno sviluppato le foto in pellicola scaduta che vi ho mostrato nell'ultimo post, gli stessi da cui ho frequentato due corsi di fotografia, divertendomi un sacco e imparando pure qualcosa.
Raccontare del Pinhole Day 2015 è stato in realtà un pretesto per scrivere una serie di cose che vorrei fare nel prossimo futuro, magari non proprio immediato, ma diciamo prossimo mantenendoci larghi. Una sorta di wishlist insomma.
Perché ho questa lista in mente? Perché sono stata male. Nelle ultime settimane di semi silenzio ho combattuto (e quasi vinto) contro una broncopolmonite un tantino stronza. Inutile tornare sui sintomi che mi trascinavo da mesi (e che inesorabilmente venivano catalogati come attacchi d'ansia), ora non resta che evitare ricadute e provare a uscirne definitivamente, visto che proprio a posto ancora non sto.
Insomma che negli ultimi giorni di clausura (e rabbia) ho partorito uno dei miei elenchi, nel tentativo di spostare l'attenzione su qualcosa di bello e possibile.
- Voglio andare dal parrucchiere e ravvivare il rosso dei capelli (ehm, questo desiderio l'ho già esaudito)
- Voglio andare dall'estetista e concedermi qualcosa di più che la solita ceretta
- Voglio ricominciare a correre e fare sport, visto che sono immobile da almeno due settimane
- Voglio comprarmi un costume bello. Ma bello davvero, di quelli che durano due, tre, quattro estati senza diventare molli, scoloriti e tristi (l'avrei pure già individuato, non costasse 90 euro)
- Voglio tornare a cena qui
- Voglio vedere almeno tre mostre: questa, questa e questa
- Voglio riuscire a iscrivermi qui
- Voglio sfruttare l'occasione offerta dall'ultimo desiderio per trascorrere minimo due ore qui dentro (sto già immaginando tutto quello che comprerò)
- Voglio informarmi sul corso di ceramica della parrocchia vicino casa (almeno informarmi, dai)
- Voglio cavalcare l'onda della convalescenza per rallentare e leggere e dedicarmi all'handmade come ho fatto negli ultimi giorni
- Voglio tornare a Bergamo Alta e andare qui, perché l'unica volta che ci sono stata questo splendido negozio era chiuso e soltanto mesi dopo, seguendo per caso su instagram il profilo di MysticFlaminga7, ho scoperto che mi stavo perdendo proprio tra gli stessi vestiti e accessori che avevo intravisto in quella vetrina spenta
- Voglio riuscire a partecipare a un Bookeater Club di Zelda
- Voglio andare al mare e stare con la mia gatta per interi pomeriggi (questa, me ne rendo conto, è un'utopia. Perché devo, seppur poco ahimè, lavorare e perché la mia gatta non passerebbe mai interi pomeriggi con qualcuno)
- Voglio attivare una carta prepagata, pur sapendo che questo mi condurrà brevemente alla morte per stenti
- Voglio programmare un piccolo viaggio
- Voglio andare a un concerto figo
- Voglio ridere assai