Ti crei un sottobosco tuo negativo
Già.
E quindi?
Mi mal dispongo? Mal dispongo gli altri?
Forse la prima. Forse la seconda. Probabilmente entrambe.
A me la parola sottobosco piace, anzi, mi piace proprio il sottobosco in generale. Il rumore delle foglie secche quando le calpesti in una passeggiata di autunno, l'odore della terra umida dopo un poco di pioggia, il colore verde scuro così intenso e vivo, la morbidezza dei cuscini di muschio che sembrano velluto sotto i polpastrelli, i funghi che spuntano qua e là tra le rocce fredde, gli insetti che camminano svelti e si nascondono in un attimo, i rami che fanno crack sotto il peso di un passo.
Quindi le parole sottobosco e negativo per me insieme non stanno bene, anzi non stanno proprio.
Ieri ho ritirato le lenzuola stese e sono uscita, quando sono rientrata a casa e ho cominciato a piegare il bucato la stoffa era ancora tiepida di sole. Lo avrei urlato al mondo. In camera c'era odore di caldo, di aria tiepida, di vento, di Tramontana e io non avevo nessuno lì vicino a me a cui far toccare quel cotone bianco e pulito.
Ho rifatto il letto con le stesse lenzuola e ho dormito dentro a quel piccolo pomeriggio di fine primavera. Ho dormito bene.
Ieri ho lavato tre bottigliette di ginger ale, le ho decorate con un washi tape a quadretti verdi e le ho legate insieme con un po' di rafia. Nei vasetti ho infilato delle calle fresche. Ora stanno sul tavolo, in cucina e sono belli.
Ieri ho scritto una lettera di motivazione per entrare in una scuola estiva, l'ho scritta a matita su un piccolo quaderno verde, avvolta dalla luce e circondata da righe azzurre, mentre un gruppo di bambini in mutande dipingeva con le tempere da dita.
Ieri ho comprato un vaso di margherite per un'amica che compieva gli anni, non avevo carta da regalo e l'ho avvolto nella velina con cui vengono ricoperte le arance di Sicilia, un po' di spago bianco e il pacchetto era pronto. Era buffo. Era carino.
Ieri ho camminato un sacco, sono arrivata nella piazza piena di magnolie, sono entrata nella piccola stanza che sa sempre di fumo e poi, quando la porta bianca si è aperta mi sono seduta sulla poltrona arancione. Come tutti i giovedì pomeriggio.
Ti crei un sottobosco tuo negativo
Già.
E quindi?
Oggi il tempo è peggiorato, non c'è più quell'aria calda che ieri intiepidiva le lenzuola, né la luce che illuminava il mio quadernino verde.
Oggi pomeriggio mi chiuderò nella camera del microscopio e poi mi ingegnerò per recuperare l'ennesima cosa volata dalla finestra e caduta nel giardino sotto casa. E' la federa bianca della nonna, quella con le iniziali ricamate, non voglio che resti immersa nella terra quando comincerà a piovere.
Non sono una persona semplice, questo io lo so.
O forse lo sono troppo e così è più facile e divertente prendersi gioco di me e del mio sottobosco.
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venerdì 16 maggio 2014
Sottobosco
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giovedì 8 settembre 2011
LimoniAmo?

Oggi ricetta.
Crostata al limone, ma non una crostata qualunque di limoni qualunque, bensì una crostata con crema di ricotta e marmellata di limoni. La marmellata del vicino di sotto e i limoni dell'uomo dai mille spaghetti (vedi ultimo post).
La ricetta è rintracciabile anche sul web, la mia necessità era quella di rendere più delicata questa marmellata molto amara e aspra, insomma buona ma forte. Perciò, addizionando la ricotta che è praticamente insapore si ottiene una crema morbida e molto gustosa, effetto cheesecake.
Come di consueto, prima gli ingredienti e poi il procedimento.
Ingredienti:
- Pasta frolla (io la prendo surgelata, sono ancora poco cuoca)
- 3 cucchiai di marmellata (in questo caso di limoni, ma penso possa andare bene anche di arance e agrumi vari)
- 250 gr di ricotta
- 1 uovo
Procedimento:
Stirare la frolla per renderla sottile (aiutatevi con un pò di farina). Amalgamare in una terrina la ricotta e la marmellata, insieme al tuorlo dell'uovo. Stendere la frolla sulla teglia e distribuire un velo di marmellata sul fondo della pasta. Aggiungere alla crema l'albume dell'uovo montato a neve. Mescolare bene e versare il composto nella teglia. Decorare a piacere la superficie, io di solito faccio la classica griglia da crostata ma credo vadano bene stelle, cuori e altre amenità di pasta frolla.
Infornare a 180° fino a che la frolla non risulta dorata.
Una volta cotta è buona calda e anche fredda, io l'ho mangiata a colazione con un bicchiere di latte e con il caffè, e mi è piaciuta! (Buone recensioni anche da parte di zii e parentame vario).
Difficoltà: facilissima (contando che la frolla è già pronta e la marmellata è in
regalo!)
Cottura: almeno 20 minuti
Costo degli ingredienti: medio (si paga la frolla già pronta, non si può avere
tutto!)
sabato 13 febbraio 2010
Arancia loves cioccolato
Oggi ricetta.
Si tratta di un dolce molto bello e molto buono, che portato in tavola fa un'ottima figura innanzi tutto dal punto di vista estetico.
Ho provato a prepararlo una sola volta, perciò devo apportare qualche modifica al procedimento che ho seguito affinchè i pochissimi difetti riscontrati scompaiano.
Ho trovato questa ricetta sul web e l'ho riadattata alle mie esigenze, come al solito. Il risultato è stato una torta in grado di soddisfare quasi tutti i sensi: è soffice, profumatissima, buona e colorata. Il procedimento è piuttosto semplice anche se gli ingredienti sono numerosi; non me ne intendo particolarmente di abbinamenti alcolici ma penso che si sposi molto bene con liquori come il cognac o l'armagnac.
Comunque ecco cosa vi occorre (solite dosi da 4/6 persone):
- 150 gr di cioccolato fondente
- 1 cucchiaino di cacao (amaro) in polvere
- 200 gr di zucchero
- 100 gr di burro
- 300 gr di farina per dolci (oppure farina 00 con un pò di fecola di patate)
- 1 vasetto di yogurt bianco (125 gr)
- 80 gr di latte
- 3 uova
- 1 bustina di lievito per dolci
- 1 bustina di vanillina
- un pizzico di sale
- 2 arance
- zucchero a velo (facoltativo)
Procedimento:
I passaggi sono a questo punto davvero facili, basta mettere nel frullatore il cioccolato, il cacao e lo zucchero fino a raggiungere una polvere omogenea. Spostare in una ciotola e aggiungere il burro morbido spezzato a dadini, lo yogurt, il latte, le uova, la vanillina e la scorza di un'arancia (abbiate cura di non grattare la parte bianca del frutto, è troppo amara).
Mescolate il tutto, aggiungete la farina e il sale e aiutatevi con le fruste elettriche finchè il composto risulta essere ben amalgamato. In ultimo mettete il lievito.
Tagliate ora a rondelle regolari l'altra arancia, lasciando la buccia e cercando di essere precisi nell'ottenere le fette rotonde.
Versate il composto in una tortiera (io uso quelle a cerniera, comode e veloci), disponete con cura le rondelle di arancia sulla superficie e infornate a 170° per 50 minuti.
L'errore che ho fatto io è stato lasciare troppo la torta nel forno: con la famosa (e spesso ingannevole!) prova dello stuzzicadenti mi pareva che il centro fosse sempre mollo e crudo. Continuando la cottura più del dovuto il dolce è poi risultato leggermente stopposo, insomma era necessaria parecchia acqua (o spumante...) per buttarla giù.
Sono sicura che appena taglierete vi colpirà, come ha colpito me, il fortissimo odore di arancia che si sprigiona immediatamente dal cuore della torta.
Come dice la ricetta originale (ma in internet ne trovate moltissime varietà), dopo aver lasciato raffreddare il dolce potete cospargerlo di zucchero a velo, ma secondo mè è così bello al naturale...
Buon lavoro e buon appetito
Difficoltà: media
Cottura: circa 50 minuti
Costo ingredienti: basso
sabato 9 gennaio 2010
Da un abete non nasce un' arancia
Ecco il primo post, forza e coraggio.
Reduce dalle feste natalizie io, come tanti, ho ancora l'albero in salotto. Dovrei smontarlo, lo so, ma dopotutto fa compagnia e con le luci e i colori degli addobbi lo lascerei lì tutto l'anno, per la gioia della gatta (Agata, imparerete a conoscerla se questa avventura continuerà).
Il mio spirito ecologico però mi dice che è ora di liberarlo in giardino e ringraziarlo per la disponibilità, perde troppi aghi e il ghiaccio nel vaso non lo aiuta più.
Prima di inscatolare tutto voglio mostrarvi come si può rendere più nuovo il solito addobbo, aggiungendo a palline e festoni qualcosa di molto semplice ma d'effetto: delle fette di arancia. Non ho pronti i vari passaggi creativi perchè prima di Natale l'idea del blog era ancora molto nebulosa, ma vi assicuro che il procedimento è facilissimo. Vediamo cosa ci occorre (cavoli, sembra art attack!):
- arance
- coltello con la lama seghettata
- carta assorbente
- "appendini" per l'albero di Natale o fiocchetti colorati
- bombolette spray oro o argento (facoltative, io non le uso mai!)
- termosifoni caldi!
Scegliete delle arance rotonde e con una bella buccia regolare (possibilmente non troppo spessa), tagliatele nel senso della larghezza (come un salame, per intenderci) facendo fette di mezzo centimetro circa, se riuscite tutte uguali.
Sembrerà strano ma siete già ben oltre la metà dell'opera!
Ora dovete posare le vostre fette sui termosifoni accesi (fate questo lavoro al mattino, quando siete sicuri che il riscaldamento sarà in funzione tutto il giorno), mettete un pò di carta assorbente sul radiatore, altrimenti diventa tutto appiccicoso, adagiate le arance e lasciatele lì. Il "tempo di posa" è in realtà molto soggettivo, dipende dal calore dei vostri termosifoni, dallo spessore della fetta e dalla quantità di succo che aveva il frutto, ma in linea di massima 24 ore sono più che sufficienti (per rendervi conto meglio basta toccare delicatamente la parte centrale, se è molto umida lasciatele ancora un pò lì). Potete fare lo stesso procedimento di "seccatura" su una stufa se l'avete, credo però che i tempi siamo molto ridotti in questo caso.
Una volta ritirate le arance non vi resta che appenderle al vostro albero, potete usare dei gancetti appositi (quelli in plastica verde funzionano benissimo) o dei fiocchi di stoffa, molto eleganti. Un consiglio: mettete qualche fetta in corrispondenza di una lucina natalizia, il bagliore passerà attraverso la polpa e renderà tutto molto più suggestivo!
Buon lavoro
P.S. Le bombolette spray potete usarle per dorare o argentare le vostre fette, ma vi consiglio di lasciarle al naturale, sono molto più romantiche..
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