Ce l'abbiamo fatta. Vi abbiamo sposati.
Che poi alla fine è stato semplice, avevate già pensato a tutto, o quasi.
Avete deciso di organizzare il vostro matrimonio in poco tempo, solo qualche mese per scegliere vestiti, fiori, menu, location (termine tecnico di noi weddingplanner ndr), bouquet, bomboniere, vini, fedi, acconciatura, calzini. A questo proposito, probabilmente proprio causa del poco tempo a disposizione, lo sposo è finito con l'indossare un paio di calze a pois, ma noi gli vogliamo bene lo stesso.
Al taglio della (bellissima e buonissima) torta avete ringraziato tutti, le famiglie, gli amici, i parenti vicini e lontani, i ragazzi della fattoria, quelli del nostro piccolo-grande circolo, e anche me, sorridente, dondolante, fradicia e un po' sbronza, che battevo le mani a bordo piscina, alternando saltelli scomposti a versetti di commozione.
Fra dice che per tutto il ricevimento, ogni volta che la incontravo bianca, splendente e svolazzante sull'erba verde, la bloccavo e biascicavo un "bravi, bello, tutto perfetto!". Effettivamente può essere. Ma lo pensavo davvero, lo avrei pensato anche se non avessi bevuto quei diciotto litri di Scaia, maledetto vino giallo che sa di mango (o papaia, come dice Nessie) e che sta bene con tutto, con i fichi, con il formaggio, con la zucca, con la carne cruda, con il cioccolato, e pure con la gipsofila, che non escludo di aver brucato in allegria.
Il vostro matrimonio è stato bello perché vostro. Perché non avete esagerato in nulla, perché alla sera siete andati a dormire presto come solo la Fra sa fare il giorno del suo sì, perché avete regalato una bomboniera al tassista, perché avete scelto una testimone splendida in abito giallo accompagnata da un marito altrettanto splendido che ha aperto le danze in piscina, vestito di tutto punto, mentre lei lo guardava sconsolata, con i capelli mossi e perfetti e con gli occhi innamorati. Nonostante tutto :-D
Il vostro matrimonio è stato bello perché è arrivata gente da ogni dove pur di darvi un bacio, napoletane trasferite nel freddo nord, veneziani d'adozione belli come il sole, toscani, pugliesi, piemontesi, ma anche genovesi vicini, che più vicini mi sa che non si può.
Il vostro matrimonio è stato bello perché siamo partiti da casa, come facciamo sempre se usciamo a cena, se beviamo una cosa, se andiamo a giocare con Martins, se facciamo turno all'Altrove, se prendiamo un caffè in piazza. E mentre la Fra si lasciava truccare buona buona e Luca si scioglieva nella camicia, il fotografo con le bretelle azzurre cominciava il suo lavoro, professionale come sempre ma più commosso, questa volta.
Il vostro matrimonio è stato bello perché la musica a sorpresa durante la celebrazione (o come diavolo si dice) ha fatto piangere anche le seggiole, così come il discorso della fine, le bolle di sapone, le foto tutti abbracciati.
Il vostro matrimonio è stato bello perché c'era il sole, un sole d'estate caldo e felice, un sole forte che ha illuminato le (mie amate) foglie, i bicchieri pieni di vino, le foto stese tra i rami, i bimbi sdraiati sul prato, il vestito bellissimo di Francesca.
Il vostro matrimonio è stato bello perché ho assaggiato la cottura della tagliata prima degli altri (grazie Ste!), perché la torta decorata da Giulia era uno splendore ed era molto vicina a voi, alle cose che vi piacciono, alle caratteristiche che vi accompagnano: c'erano le geometrie matematiche e la precisione, ma anche i lamponi, i cuori e la cioccolata.
Il vostro matrimonio è stato bello perché vero. Nella tranquillità, nelle cose fatte senza affanno e lasciate anche un po' al caso, all'umore degli ospiti, alle abitudini degli animali, al vento della sera che ha trasportato la lanterna di carta nel posto più secco e pericoloso di tutta San Desiderio.
Il vostro matrimonio è stato bello e io vi dico grazie. Di avermi invitata, di avermi coinvolta, di avermi dato una ragione un po' più sensata del solito per commuovermi di gioia (e, a un certo punto, anche per lasciarmi andare finalmente alle mie malinconie).
Buon cammino ragazzi, sarà bello vedrete, come il vostro matrimonio.
Elena
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martedì 30 settembre 2014
domenica 3 marzo 2013
A sunday smile
E' domenica, c'è il sole e sono sull'albero.
Reduce dalla settimana di immobilità, ora va molto meglio, ma non mi sento granché di camminare e sforzare la gamba.
Ieri mi sono regalata un ciuffo dal parrucchiere e un giro nei vicoli, la sera ho pagato un po' questa botta di vita e al concerto al circolo ho dovuto preferire il divano di casa.
Questa mattina colazione da Feltrinelli coi vicini, pranzo con mamma alle Ombre e un'occhiata al mercatino vintage di De Ferrari, dove figuriamoci se non mi sono portata a casa una mini enciclopedia delle piante spontanee.
Spesa veloce e ora nel forno cuoce l'ennesimo esperimento vegetale, che dovrà fungere da pranzo in ufficio per i prossimi giorni: torta di verza e hemmental.
L'idea me l'ha (come sempre) data Sturm, passando di qua qualche tempo fa. Ho provato a prepararla a modo mio, senza alcuna ricetta in mano, nè cercando in rete come faccio di solito.
L'aspetto, al di là del vetro giallo del forno, mi sembra bello...il gusto chi lo sa.
Ingredienti:
- pasta sfoglia (solita, già pronta)
- 2 uova
- 250 gr di ricotta
- 1 verza (non troppo grande)
- 3 scalogni
- un pezzo di hemmental (o similari)
- poco parmigiano grattugiato
- capperi (una manciatina, io uso quelli sotto sale)
- olive taggiasche
- olio
- sale
Procedimento:
Mentre i tre scalogni tagliati fini (con la mezzaluna) rosolavano in padella, ho pulito e tritato (occhio alla venatura centrale, se troppo dura meglio toglierla) la verza.
Aggiunta in padella con i capperi e le olive privati rispettivamente di sale e nocciolo l'ho lasciata appassire e insaporire con un pizzico di sale. Nel frattempo, in una terrina, ho unito le uova, la ricotta, poco parmigiano e una generosa (molto) grattata di hemmental.
Cotta e intiepidita la verza ho amalgamato le verdure al resto degli ingredienti e ho riempito la teglia foderata di sfoglia con il composto. Un filo d'olio in superficie e poi forno a 180° per mezz'ora. Un altro quarto d'ora (ma questo è necessario solo per il mio forno credo), lo dedico a cuocere la torta solo sotto, onde evitare che la sfoglia resti cruda.
La domenica mi mette sempre tristezza, in questo periodo persino più del solito, un buon modo per pensare poco a tutto è cucinare e impegnare la testa in gesti meccanici, ripetitivi e poco impegnativi.
Ora vado a controllare la torta e poi letto, libro, sonno.
Difficoltà: facile
Cottura: 30 min a 180° più 15/20 min in modalità solo sotto.
Costo: basso
Reduce dalla settimana di immobilità, ora va molto meglio, ma non mi sento granché di camminare e sforzare la gamba.
Ieri mi sono regalata un ciuffo dal parrucchiere e un giro nei vicoli, la sera ho pagato un po' questa botta di vita e al concerto al circolo ho dovuto preferire il divano di casa.
Questa mattina colazione da Feltrinelli coi vicini, pranzo con mamma alle Ombre e un'occhiata al mercatino vintage di De Ferrari, dove figuriamoci se non mi sono portata a casa una mini enciclopedia delle piante spontanee.
Spesa veloce e ora nel forno cuoce l'ennesimo esperimento vegetale, che dovrà fungere da pranzo in ufficio per i prossimi giorni: torta di verza e hemmental.
L'idea me l'ha (come sempre) data Sturm, passando di qua qualche tempo fa. Ho provato a prepararla a modo mio, senza alcuna ricetta in mano, nè cercando in rete come faccio di solito.
L'aspetto, al di là del vetro giallo del forno, mi sembra bello...il gusto chi lo sa.
Ingredienti:
- pasta sfoglia (solita, già pronta)
- 2 uova
- 250 gr di ricotta
- 1 verza (non troppo grande)
- 3 scalogni
- un pezzo di hemmental (o similari)
- poco parmigiano grattugiato
- capperi (una manciatina, io uso quelli sotto sale)
- olive taggiasche
- olio
- sale
Procedimento:
Mentre i tre scalogni tagliati fini (con la mezzaluna) rosolavano in padella, ho pulito e tritato (occhio alla venatura centrale, se troppo dura meglio toglierla) la verza.
Aggiunta in padella con i capperi e le olive privati rispettivamente di sale e nocciolo l'ho lasciata appassire e insaporire con un pizzico di sale. Nel frattempo, in una terrina, ho unito le uova, la ricotta, poco parmigiano e una generosa (molto) grattata di hemmental.
Cotta e intiepidita la verza ho amalgamato le verdure al resto degli ingredienti e ho riempito la teglia foderata di sfoglia con il composto. Un filo d'olio in superficie e poi forno a 180° per mezz'ora. Un altro quarto d'ora (ma questo è necessario solo per il mio forno credo), lo dedico a cuocere la torta solo sotto, onde evitare che la sfoglia resti cruda.
La domenica mi mette sempre tristezza, in questo periodo persino più del solito, un buon modo per pensare poco a tutto è cucinare e impegnare la testa in gesti meccanici, ripetitivi e poco impegnativi.
Ora vado a controllare la torta e poi letto, libro, sonno.
Difficoltà: facile
Cottura: 30 min a 180° più 15/20 min in modalità solo sotto.
Costo: basso
martedì 5 febbraio 2013
Scarola day
Post serale e veloce perché sono stanca, una ricetta al volo su una torta che volevo provare da un po'.
L'avevo mangiata tempo fa da Sturm e mi era piaciuta un sacco, l'ho rifatta stasera e, come si può vedere dalla fettina mancante, l'ho pure assaggiata: buona!
In questo periodo di ufficio all day long e mal di stomaco la cosa migliore da fare è trovarmi la mattina un pranzo pronto fatto in casa, senza schifezze indigeribili dentro e abbastanza nutriente da arrivare viva alla cena o addirittura alla palestra, magari aiutandomi con una mezza merenda al pomeriggio.
Ecco gli ingredienti:
- Pasta Brisée (io la compro pronta)
- Scarole (oggi erano pure in offerta...destino!)
- Pinoli
- Uvetta
- Capperi (io ho usato quelli sotto sale, li preferisco)
- Olive nere (taggiasche the best, anche se per snocciolarle è un rosario)
- Sale
- Olio
Come si legge già dall'elenco qui sopra, niente formaggio, né uova, ma inspiegabilmente la torta sta insieme lo stesso.
Il procedimento è semplice:
Prima di iniziare accendere il forno a 200° C e mettere l'uvetta a bagno in acqua tiepida.
Bollire per 10 minuti, in acqua salata, la scarola (io ne ho comprati due cespi belli grossi perché una volta cotta "sparisce"). Togliere il nocciolo alle olive e il sale ai capperi.
Tritare (facoltativo, si posso lasciare anche interi) capperi, olive e pinoli e nel frattempo scolare la scarola.
E' importante privarla il più possibile dell'acqua assorbita, io per questo l'ho strizzata a mano, occhio però che brucia tantissimo.
Passare in padella la verdura con il trito pronto, l'uvetta ammorbidita e un po' d'olio fino a che il composto è completamente asciutto. Io ho aggiunto un pizzico di sale alla fine.
La pasta va srotolata in una teglia tonda, le scarole adagiate al centro e i bordi risvoltati.
Le varianti trovate in rete per questa ricetta sono moltissime, qualcuno mette della pasta d'acciughe, altri le acciughe direttamente in filetto, io ho evitato. Forse si potrebbe rosolare il ripieno con uno spicchio d'aglio ma mi pare già abbastanza saporito.
La cottura dipende molto dal forno, io ho impiegato un'oretta a 180°, ma l'ultima mezz'ora ho cotto solo la parte sotto.
Buon appetito!
Difficoltà: facile
Cottura: 1 ora circa
Costo degli ingredienti: medio (sicuramente la tipica pasqualina con bietole e ricotta costa meno, qui olive, capperi e soprattutto pinoli fanno salire un po' la cifra, ma si tratta pur sempre di una semplice torta salata!)
L'avevo mangiata tempo fa da Sturm e mi era piaciuta un sacco, l'ho rifatta stasera e, come si può vedere dalla fettina mancante, l'ho pure assaggiata: buona!
In questo periodo di ufficio all day long e mal di stomaco la cosa migliore da fare è trovarmi la mattina un pranzo pronto fatto in casa, senza schifezze indigeribili dentro e abbastanza nutriente da arrivare viva alla cena o addirittura alla palestra, magari aiutandomi con una mezza merenda al pomeriggio.
Ecco gli ingredienti:
- Pasta Brisée (io la compro pronta)
- Scarole (oggi erano pure in offerta...destino!)
- Pinoli
- Uvetta
- Capperi (io ho usato quelli sotto sale, li preferisco)
- Olive nere (taggiasche the best, anche se per snocciolarle è un rosario)
- Sale
- Olio
Come si legge già dall'elenco qui sopra, niente formaggio, né uova, ma inspiegabilmente la torta sta insieme lo stesso.
Il procedimento è semplice:
Prima di iniziare accendere il forno a 200° C e mettere l'uvetta a bagno in acqua tiepida.
Bollire per 10 minuti, in acqua salata, la scarola (io ne ho comprati due cespi belli grossi perché una volta cotta "sparisce"). Togliere il nocciolo alle olive e il sale ai capperi.
Tritare (facoltativo, si posso lasciare anche interi) capperi, olive e pinoli e nel frattempo scolare la scarola.
E' importante privarla il più possibile dell'acqua assorbita, io per questo l'ho strizzata a mano, occhio però che brucia tantissimo.
Passare in padella la verdura con il trito pronto, l'uvetta ammorbidita e un po' d'olio fino a che il composto è completamente asciutto. Io ho aggiunto un pizzico di sale alla fine.
La pasta va srotolata in una teglia tonda, le scarole adagiate al centro e i bordi risvoltati.
Le varianti trovate in rete per questa ricetta sono moltissime, qualcuno mette della pasta d'acciughe, altri le acciughe direttamente in filetto, io ho evitato. Forse si potrebbe rosolare il ripieno con uno spicchio d'aglio ma mi pare già abbastanza saporito.
La cottura dipende molto dal forno, io ho impiegato un'oretta a 180°, ma l'ultima mezz'ora ho cotto solo la parte sotto.
Buon appetito!
Difficoltà: facile
Cottura: 1 ora circa
Costo degli ingredienti: medio (sicuramente la tipica pasqualina con bietole e ricotta costa meno, qui olive, capperi e soprattutto pinoli fanno salire un po' la cifra, ma si tratta pur sempre di una semplice torta salata!)
venerdì 7 dicembre 2012
Fake and Pie
Primo post scritto sull'Albero della Coccagna.
Prima torta di mele preparata nel forno.
Chissà come sarà...il profumo sembra buono e vederla lì, fumante sul tagliere, è comunque una piccola soddisfazione. MI sono persino comprata il gelato alla crema da mettere accanto, con una spolverata di cannella sopra.
Seduta qui sul divano, finalmente, mi riposo un po'. Giornata, ennesima giornata, di adempimenti burocratici e studio di argomenti incomprensibili: frustrazione diffusa e faticosa. Poi però sono uscita dall'ufficio che si gelava e come al solito il freddo freddissimo mi avvicina a chi ama questo clima per me così difficile. Sentire mani, naso e orecchie intirizziti mi fa pensare allo Sminatore immerso nella neve, felice, con gli occhi pieni di montagna.
Arrivata a casa mi sono infilata una felpa e un paio di leggings al volo per provare una lezione di pilates nella palestra dove vorrei iscrivermi, l'impressione è stata ottima e mi è parso di entrare in contatto con me stessa dopo tanto tempo. Se non riesco a parlare con il mio cervello almeno provo a farlo con il mio corpo.
Poi la spesa e via in cucina: cous cous e torta di mele.
Con quelle grandi mele rosse che fanno tanto inverno, comprate e messe nella ciotola di legno vicino a un melograno, troppo bello per lasciarlo nella cesta del supermercato.
Ecco gli ingredienti:
- 700 gr di mele
- 200 gr di zucchero
- 200 gr di farina
- 100 gr di burro
- 200 ml di latte
- 2 uova
- 1 bustina di lievito
- zucchero a velo
- cannella
- sale
- limone
Procedimento:
Tagliare a fette le mele, lasciandole in una terrina piena di succo di limone, per evitare che si anneriscano. Grattugiare la scorza del limone e aggiungerla allo zucchero, alle uova, al latte, al burro sciolto a bagnomaria e alla farina (che setacciata è meglio). Mescolare tutto con una frusta, io ho usato un cucchiaio di legno con il buco e mi pareva andasse bene lo stesso. Una bustina di lievito (la ricetta parlava anche di vanillina, io ho preso direttamente il lievito vanigliato e buonanotte), un pizzico di sale e un poco di cannella. Una volta immerse le mele in questa crema si cosparge di zucchero a velo e cannella e si inforna tutto a 180° per 50 o 60 minuti. Se poi il timer è buffo come la mia gallina accovacciata...tanto meglio.
Qui è sorto per me l'unico problema: dopo 40 minuti l'ho tolta perché mi pareva si bruciasse, magari ora scoprirò che è cruda, pazienza, devo prendere confidenza con il nuovo forno!
Difficoltà: media
Cottura: chilosà
Costo degli ingredienti: medio-basso (sono tanti, quindi alla fine un pochino si spende, soprattutto se si intende aggiungere il gelato)
La mia serata in cucina è stata accompagnata dai The National, che in verità sono con me da questa mattina. In particolare Fake Empire...
Stay out super late tonight picking apples, making pies
Put a little something in our lemonade and take it with us
We're half awake in a fake empire
We're half awake in a fake empire
Tiptoe through our shiny city with our diamond slippers on
Do our gay ballet on ice, bluebirds on our shoulders
We're half awake in a fake empire
We're half awake in a fake empire
Turn the light out say goodnight, no thinking for a little while
Let's not try to figure out everything at once
It's hard to keep track of you falling through the sky
We're half awake in a fake empire
We're half awake in a fake empire
e direi che non mi sarà difficile imparare a memoria l'ultima strofa...
Prima torta di mele preparata nel forno.
Chissà come sarà...il profumo sembra buono e vederla lì, fumante sul tagliere, è comunque una piccola soddisfazione. MI sono persino comprata il gelato alla crema da mettere accanto, con una spolverata di cannella sopra.
Seduta qui sul divano, finalmente, mi riposo un po'. Giornata, ennesima giornata, di adempimenti burocratici e studio di argomenti incomprensibili: frustrazione diffusa e faticosa. Poi però sono uscita dall'ufficio che si gelava e come al solito il freddo freddissimo mi avvicina a chi ama questo clima per me così difficile. Sentire mani, naso e orecchie intirizziti mi fa pensare allo Sminatore immerso nella neve, felice, con gli occhi pieni di montagna.
Arrivata a casa mi sono infilata una felpa e un paio di leggings al volo per provare una lezione di pilates nella palestra dove vorrei iscrivermi, l'impressione è stata ottima e mi è parso di entrare in contatto con me stessa dopo tanto tempo. Se non riesco a parlare con il mio cervello almeno provo a farlo con il mio corpo.
Poi la spesa e via in cucina: cous cous e torta di mele.
Con quelle grandi mele rosse che fanno tanto inverno, comprate e messe nella ciotola di legno vicino a un melograno, troppo bello per lasciarlo nella cesta del supermercato.
Ecco gli ingredienti:
- 700 gr di mele
- 200 gr di zucchero
- 200 gr di farina
- 100 gr di burro
- 200 ml di latte
- 2 uova
- 1 bustina di lievito
- zucchero a velo
- cannella
- sale
- limone
Procedimento:
Tagliare a fette le mele, lasciandole in una terrina piena di succo di limone, per evitare che si anneriscano. Grattugiare la scorza del limone e aggiungerla allo zucchero, alle uova, al latte, al burro sciolto a bagnomaria e alla farina (che setacciata è meglio). Mescolare tutto con una frusta, io ho usato un cucchiaio di legno con il buco e mi pareva andasse bene lo stesso. Una bustina di lievito (la ricetta parlava anche di vanillina, io ho preso direttamente il lievito vanigliato e buonanotte), un pizzico di sale e un poco di cannella. Una volta immerse le mele in questa crema si cosparge di zucchero a velo e cannella e si inforna tutto a 180° per 50 o 60 minuti. Se poi il timer è buffo come la mia gallina accovacciata...tanto meglio.
Qui è sorto per me l'unico problema: dopo 40 minuti l'ho tolta perché mi pareva si bruciasse, magari ora scoprirò che è cruda, pazienza, devo prendere confidenza con il nuovo forno!
Difficoltà: media
Cottura: chilosà
Costo degli ingredienti: medio-basso (sono tanti, quindi alla fine un pochino si spende, soprattutto se si intende aggiungere il gelato)
La mia serata in cucina è stata accompagnata dai The National, che in verità sono con me da questa mattina. In particolare Fake Empire...
Stay out super late tonight picking apples, making pies
Put a little something in our lemonade and take it with us
We're half awake in a fake empire
We're half awake in a fake empire
Tiptoe through our shiny city with our diamond slippers on
Do our gay ballet on ice, bluebirds on our shoulders
We're half awake in a fake empire
We're half awake in a fake empire
Turn the light out say goodnight, no thinking for a little while
Let's not try to figure out everything at once
It's hard to keep track of you falling through the sky
We're half awake in a fake empire
We're half awake in a fake empire
e direi che non mi sarà difficile imparare a memoria l'ultima strofa...
giovedì 8 settembre 2011
LimoniAmo?

Oggi ricetta.
Crostata al limone, ma non una crostata qualunque di limoni qualunque, bensì una crostata con crema di ricotta e marmellata di limoni. La marmellata del vicino di sotto e i limoni dell'uomo dai mille spaghetti (vedi ultimo post).
La ricetta è rintracciabile anche sul web, la mia necessità era quella di rendere più delicata questa marmellata molto amara e aspra, insomma buona ma forte. Perciò, addizionando la ricotta che è praticamente insapore si ottiene una crema morbida e molto gustosa, effetto cheesecake.
Come di consueto, prima gli ingredienti e poi il procedimento.
Ingredienti:
- Pasta frolla (io la prendo surgelata, sono ancora poco cuoca)
- 3 cucchiai di marmellata (in questo caso di limoni, ma penso possa andare bene anche di arance e agrumi vari)
- 250 gr di ricotta
- 1 uovo
Procedimento:
Stirare la frolla per renderla sottile (aiutatevi con un pò di farina). Amalgamare in una terrina la ricotta e la marmellata, insieme al tuorlo dell'uovo. Stendere la frolla sulla teglia e distribuire un velo di marmellata sul fondo della pasta. Aggiungere alla crema l'albume dell'uovo montato a neve. Mescolare bene e versare il composto nella teglia. Decorare a piacere la superficie, io di solito faccio la classica griglia da crostata ma credo vadano bene stelle, cuori e altre amenità di pasta frolla.
Infornare a 180° fino a che la frolla non risulta dorata.
Una volta cotta è buona calda e anche fredda, io l'ho mangiata a colazione con un bicchiere di latte e con il caffè, e mi è piaciuta! (Buone recensioni anche da parte di zii e parentame vario).
Difficoltà: facilissima (contando che la frolla è già pronta e la marmellata è in
regalo!)
Cottura: almeno 20 minuti
Costo degli ingredienti: medio (si paga la frolla già pronta, non si può avere
tutto!)
sabato 26 febbraio 2011
The Best Cischeic

In un sabato tranquillo, un post tranquillo. L'occasione me la dà un compleanno speciale che ricorre oggi, perciò è spontaneo un pensiero a chi, in un modo o nell'altro, è nei miei pensieri ogni giorno.
Per festeggiare ecco una torta, ma non una torta qualsiasi: ricotta e cioccolata, la mia torta preferita di sempre, la mangio da quando ero bambina e la adoro dopo cena, per colazione, a merenda...
Come al solito, ecco ingredienti e procedimento, più semplice di così non si può.
Ingredienti:
- 500g di ricotta
- 2 uova
- 100g di zucchero
- 100g di cioccolato fondente
- 2 cucchiai rasi di farina
- 1 pizzico (1/4 di bustina) di lievito
- uvetta
- liquore (io uso il brandy di solito)
Procedimento:
La prima cosa da fare è spezzettare grossolanamente la cioccolata e mettere a bagno nel brandy (o in acqua se volete evitare la componente alcolica) l'uvetta.
In un contenitore capiente unire la ricotta ai tuorli delle uova, alla farina e allo zucchero, amalgamare bene. Montare gli albumi a neve (con un pizzico di sale), aggiungerli al resto degli ingredienti insieme al lievito, alla cioccolata e all'uvetta passata nella farina.
Mescolare tutto facendo un poco si attenzione ai grumi. Infornare a 180° finchè la superficie non risulta essere dorata.
Questo dolce è molto buono freddo, come una vera e propria cheese cake.
Buon appetito (e buon compleanno)
Difficoltà: facilissima
Cottura: almeno 30 minuti
Costo degli ingredienti: medio/basso
sabato 13 febbraio 2010
Arancia loves cioccolato
Oggi ricetta.
Si tratta di un dolce molto bello e molto buono, che portato in tavola fa un'ottima figura innanzi tutto dal punto di vista estetico.
Ho provato a prepararlo una sola volta, perciò devo apportare qualche modifica al procedimento che ho seguito affinchè i pochissimi difetti riscontrati scompaiano.
Ho trovato questa ricetta sul web e l'ho riadattata alle mie esigenze, come al solito. Il risultato è stato una torta in grado di soddisfare quasi tutti i sensi: è soffice, profumatissima, buona e colorata. Il procedimento è piuttosto semplice anche se gli ingredienti sono numerosi; non me ne intendo particolarmente di abbinamenti alcolici ma penso che si sposi molto bene con liquori come il cognac o l'armagnac.
Comunque ecco cosa vi occorre (solite dosi da 4/6 persone):
- 150 gr di cioccolato fondente
- 1 cucchiaino di cacao (amaro) in polvere
- 200 gr di zucchero
- 100 gr di burro
- 300 gr di farina per dolci (oppure farina 00 con un pò di fecola di patate)
- 1 vasetto di yogurt bianco (125 gr)
- 80 gr di latte
- 3 uova
- 1 bustina di lievito per dolci
- 1 bustina di vanillina
- un pizzico di sale
- 2 arance
- zucchero a velo (facoltativo)
Procedimento:
I passaggi sono a questo punto davvero facili, basta mettere nel frullatore il cioccolato, il cacao e lo zucchero fino a raggiungere una polvere omogenea. Spostare in una ciotola e aggiungere il burro morbido spezzato a dadini, lo yogurt, il latte, le uova, la vanillina e la scorza di un'arancia (abbiate cura di non grattare la parte bianca del frutto, è troppo amara).
Mescolate il tutto, aggiungete la farina e il sale e aiutatevi con le fruste elettriche finchè il composto risulta essere ben amalgamato. In ultimo mettete il lievito.
Tagliate ora a rondelle regolari l'altra arancia, lasciando la buccia e cercando di essere precisi nell'ottenere le fette rotonde.
Versate il composto in una tortiera (io uso quelle a cerniera, comode e veloci), disponete con cura le rondelle di arancia sulla superficie e infornate a 170° per 50 minuti.
L'errore che ho fatto io è stato lasciare troppo la torta nel forno: con la famosa (e spesso ingannevole!) prova dello stuzzicadenti mi pareva che il centro fosse sempre mollo e crudo. Continuando la cottura più del dovuto il dolce è poi risultato leggermente stopposo, insomma era necessaria parecchia acqua (o spumante...) per buttarla giù.
Sono sicura che appena taglierete vi colpirà, come ha colpito me, il fortissimo odore di arancia che si sprigiona immediatamente dal cuore della torta.
Come dice la ricetta originale (ma in internet ne trovate moltissime varietà), dopo aver lasciato raffreddare il dolce potete cospargerlo di zucchero a velo, ma secondo mè è così bello al naturale...
Buon lavoro e buon appetito
Difficoltà: media
Cottura: circa 50 minuti
Costo ingredienti: basso
martedì 12 gennaio 2010
Al contadin non far sapere....
Torta pere e cioccolata, il mio cavallo di battaglia.
In realtà questa ricetta è un adattamento: dalle piccole ciambelle originali io ho raggiunto il formato torta, dà sicuramente più soddisfazione.
I requisiti per apprezzare questo dolce sono: amare il cioccolato (a parte il mio ragazzo non conosco nessuno a cui non piaccia) e amare le pere, impresa meno semplice, ma affogate nel cioccolato sono buone pure quelle, per tutti.
Ecco gli ingredienti che occorrono per preparare una torta da 4/6 persone:
- 75 gr di farina
- 75 gr di fecola di patate
- 100 gr di cioccolato fondente
- 100 gr di burro
- 140 gr di zucchero
- 3 uova
- 1 bustina di lievito vanigliato
- 2 pere mature (la ricetta vorrebbe le Williams ma io non mi sono mai formalizzata)
- 30 gr di zucchero vanigliato (facoltativo)
- sale
Procedimento:
Fate sciogliere in una pentolina il cioccolato (vi consiglio di spezzettare finemente la tavoletta) con il burro e lasciate raffreddare. Montate i 3 albumi a neve con un pizzico di sale, cercando di renderli piuttosto sodi. Sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una sorta di spuma chiara (come l'uovo sbattuto che mangiavate da bambini a colazione, o anche ora se siete fortunati e avete tempo). Unite ai tuorli la fecola e la farina setacciandole con il lievito e successivamente anche il cioccolato fuso con il burro. Ora amalgamate bene il composto.
Ungete una teglia (io uso sempre quelle a cerniera e invece di ungerle metto la carta da forno), versatevi la vostra crema morbida e affondatevi le due pere tagliate a pezzetti non troppo piccoli o troppo sottili.
Infornate a 180° per almeno mezz'ora (le ciambelle originali richiedono 15 minuti, voi raddoppiate i tempi e probabilmente ancora non basterà). Controllare la cottura con lo stuzzicadenti non serve a molto perchè il centro di questa torta rimane sempre mollo, ma è una caratteristica molto apprezzata. Per capire se è il dolce è pronto osservate i bordi, devono essere duri ma non seccare troppo e se ancora non sapete che fare fidatevi del vostro istinto: se vi sembra cotto tirate fuori la teglia e lasciate raffreddare. Se vi piace spolverate con lo zucchero a velo prima di servire.
Questa torta ha sempre riscosso un ottimo successo, è buona dopo una cena con il caffè, a colazione con un bicchiere di latte freddo o a merenda con un tè caldo.
Quindi buon lavoro e buon appetito!
Difficoltà: facile
Cottura: da 30 minuti in poi..
Costo ingredienti: basso
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